musica per lavorare

Ascoltate musica per lavorare? In effetti ci sono studi che dimostrano come un sottofondo musicale possa aumentare la produttività e la concentrazione: ecco una guida per scegliere la playlist migliore

E’ tempo che tutti ne prendano atto, musicisti compresi: la musica, prima ancora di avere un ruolo da protagonista ad un concerto o quando ascoltiamo un brano o un disco con la massima concentrazione, è anche intrattenimento e può essere puro e semplice sottofondo. Non si tratta di svilire il suo ruolo, così è sempre stato: se Mozart suonava alle feste di corte, al teatro alla Scala nei palchi qualche secolo fa succedeva di tutto, mentre solo ieri la mamma cucinava con la radio fm sempre accesa.

In più oggi è arrivato il marketing a farla da padrone e in barba all’ascolto consapevole, con lo streaming ci si affida alle playlist per cercare di dare un senso alle cose che nemmeno conosciamo, con il risultato che oramai la musica serve per cenare. A peggiorare le cose, volenti o nolenti, per un motivo o per l’altro siamo costantemente immersi e sottoposti, se non bombardati, da suoni di tutti i tipi: da quando facciamo shopping nei negozi, a quando andiamo in un bar a bere qualcosa non c’è un momento della nostra vita in cui riusciamo a stare un attimo in silenzio.

Se tutto ciò spesso è un effetto collaterale della società consumistica in cui viviamo, altre volte considerare e ascoltare la musica come un semplice sottofondo potrebbe anche fare bene, ad esempio migliorare le nostre prestazioni nella vita di tutti i giorni, nello studio e sul lavoro. Il compito di cercare di capire quali sono gli effetti della musica sul cervello umano è affidato alle neuroscienze che negli ultimi anni non solo stanno cercando di capire cosa succede ai musicisti quando suonano, ad esempio nel cervello dei jazzisti quando improvvisano musica, ma si sono chiesti quale sia il potere terapeutico della musica di sottofondo e perchè tutti la ascoltano.

La spiegazione è molto semplice: gli studiosi hanno scoperto che quando ascoltiamo musica il cervello rilascia una particolare sostanza chimica, la dopamina, la stessa che produciamo ad esempio quando abbiamo davanti un piatto che ci piace particolarmente. Ciò avviene anche per un ascolto passivo non filtrato da consapevolezze di tipo culturale o estetico. Cosa c’entra con la scelta della musica per lavorare? Semplicemente il lavoro occupa una parte importante della giornata e spesso davanti al computer, oppure con i colleghi, siamo tesi e sotto stress, quindi ascoltare la nostra musica preferita non può che migliorare la situazione rendendoci più produttivi. Lo schema base per scegliere la migliore musica per lavorare è questo:

TIPO DI LAVORO

Semplice e ripetitivo
rispondere a mail, ordinare documenti

Impegnativo
risolvere problemi, scrivere e disegnare

TIPO DI MUSICA

Canzoni che abbiamo sempre ascoltato e che ci rendono felici

Canzoni lente con un ritmo di 50-80 battiti al minuto

Ricerche più approfondite hanno verificato che in realtà non esiste una musica per lavorare specifica, più che il genere a seconda dell’attività in cui siamo impegnati conta il ritmo, ovvero la velocità dei brani, secondo uno schema di questo tipo:

Per attività semplici e monotone può andare bene qualsiasi musica per aumentare la produttività. Lo confermano risultati di test effettuati sia su operai impegnati in una catena di montaggio, che su segretarie durante lavori di routine. Ascoltando qualsiasi tipo di musica preferiti si impiega meno tempo a finire il lavoro.

Per lavori più coinvolgenti a livello mentale se dobbiamo concentrarci e stare bene attenti a ciò che facciamo, meglio ascoltare musica classica o strumentale lenta. Non vanno bene le canzoni con un testo che non fanno altro che distogliere l’attenzione dalla nostra attività.

Per attività complesse di impegno e passione una musica stimolante può avere un effetto positivo sulla concentrazione. Test effettuati su chirurghi in sala operatoria lo dimostrano, così come su scrittori intenti a scrivere un romanzo.

Se il lavoro è di tipo creativo gli studi effettuati dagli neuroscenziati suggeriscono di utilizzare canzoni lente ad un ritmo di 50-80 battiti al minuto che aumentano la calma e la concentrazione e la mente riesce a focalizzare gli obiettivi con più lucidità.