Secondo recenti studi lavorare o studiare ascoltando una musica di sottofondo è controproducente perchè distrae e non aiuta la concentrazione. Sarà vero? Intanto nascono nuovi servizi per aumentare la produttività

Ad esempio per chi proprio non può fare a meno della musica in ufficio o a casa facendo i compiti, è nato un nuovo servizio in streaming. Si chiama Focus@Will e Will Henshall, che lo ha sviluppato, sostiene di aver trovato il segreto di una musica che tiene compagnia nelle giornate di lavoro senza distrarre dalle altre attività. Per elaborare il servizio ci sono voluti due anni di studi sul fenomeno dell’ascolto inattivo, che per certi versi sarebbe da considerare un male dei tempi moderni a giudicare da come siamo bersagliati in ogni momento da musica, suoni e rumori.

Eppure Focus@Will non è una semplice raccolta di brani di sottofondo. Ogni composizione è composta per mantenere il cervello impegnato oltre un tempo di circa 20 minuti, quando le menti delle persone iniziano a vagare. Non è un risultato che si può ottenere ascoltando normale musica commerciale, ma con qualcosa di nuovo ottenuto analizzando il comportamento del cervello di alcuni ascoltatori sottoposti a un test.

Quello che si è scoperto è che la musica interagisce con il sistema limbico, il centro evolutivo del cervello che controlla le nostre reazioni emotive, istintive e comportamentali. La musica strumentale, soprattutto jazz e musica classica, è particolarmente efficace nel calmare questo stato di allerta costante, ma non tutta e il concetto non è valido per tutti gli strumenti.

Focus@Will curerà la propria libreria musicale sulla base di questi principi, ma non solo. Lo scopo è aiutare produttori, musicisti e artisti a remixare e riarrangiare le loro canzoni per costruire finalmente una musica capace di metter a fuoco i pensieri. Anche se creare musica di sottofodno non è proprio l’ambizione di tutti gli artisti…