L’insegnamento della musica nella scuola italiana è un disastro, inutile negarlo. Anche se qualcuno ricorderà con simpatia le canzoncine imparate con il piffero, ci sono dati inconfutabili che assegnano agli studenti italiani le ultime posizioni quanto a formazione e conoscenza del linguaggio musicale.

La faccenda riguarda sia il livello pratico, che teorico o storico culturale. Qualcosa cambierà in futuro? Speriamo, ne è convinto il Comitato nazionale per l’apprendimento della musica che si è riunito in questi giorni a Roma elaborando una serie di proposte.

Il progetto L’ex ministro Luigi Berlinguer e il ministro dell’istruzione Giannini hanno esposto un piano che mira a trasformare l’insegnamento della musica a scuola in qualcosa di più serio e strutturato a cominciare dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori di ogni genere e livello.

La Buona scuola Le proposte sono state presentate nell’ambito del progetto intitolato ‘La buona scuola’ a cui hanno partecipato conservatori, istituzioni culturali e musicisti di ogni ambito tra i quali Paolo Fresu e Danilo Rea e prevedono che una migliore alfabetizzazione musicale inizi già dalla scuola dell’infanzia, che possa proseguire nelle medie e compiersi, oltre che nei Licei musicali, in tutte le tipologie di scuola Superiore.

L’importanza di studiare musica Nell’incontro è stato sottolineato come lo studio della musica sia importante nella formazione degli studenti così come è importante avere le basi ed approfondire italiano, scienze, storia o matematica, in quanto il linguaggio musicale e la pratica strumentale possono accompagnare la crescita e la formazione degli studenti e la loro consapevolezza sia da un punto di vista culturale che pratico ed emotivo, oltre ad essere un valido aiuto per stimolare le competenze cognitive in tutte le materie.

Insegnare a suonare uno strumento e a ‘fare musica’ oltre che a ‘studiare musica’, è una delle priorità che l’Italia dovrebbe darsi per stare al passo con i tempi e che tutti auspichiamo sperando possa diventare realtà, così come speriamo possa ottenere adeguati finanziamenti ed avverarsi la proposta di avere due ore di musica obbligatoria in tutte le scuole dai 3 ai 14 anni.
E magari basta con il piffero.