neonati sentono rumori

Ascoltare musica fa bene e non solo agli adulti, aiutando ad esempio a combattere lo stress o a migliorare le funzioni cardiocircolatorie, ma produce effetti benefici fin dalla nascita, anzi di più: uno studio canadese ha dimostrato che fare ascoltare musica ai bimbi nati prematuri aiuta il loro sviluppo, facendoli crescere più rapidamente.

I bambini nati prematuri rappresentano solo in America circa un 6-8% delle nascite, ma aggiungendo anche i bimbi che alla nascita pesano meno di 2,5 kg, si arriva ad un 15% circa, per un totale di 350.000 bambini. Fino a pochi decenni fa molti di loro non sopravvivevano, ma ultimamente le tecniche di terapia intensiva neonatale consentono un tasso di sopravvivenza del 80-90%.

A queste tecniche sempre più sofisticate si aggiunge anche la musica che sembra in grado di alleviare le sofferenze dei bebè sottoposti a trattamenti medici intensivi. Le note tranquillizzano i bimbi migliorando i loro parametri fisiologici come il battito cardiaco e la respirazione: il risultato è che mangiano di più e la loro permanenza in ospedale diminuisce con grande gioia delle mamme.

A dimostrarlo ci sono studi statistici compiuti dall’equipe canadese sulla base dei molti ospedale canadesi che già utilizzano la musica per la cura dei bimbi nati prematuri: nelle corsie degli ospedali vengono diffuse ninne nanne e cantilene, musica classica come Mozart e anche musica dal vivo, come ad esempio ninne nanne cantate da voci femminili che si accompagnano da dolci strumenti come l’arpa.

Fondamentale risulta immergere il bimbo in un ambiente sonoro il più possibile rilassante e vicino a quello del grembo materno. Insieme alla musica, si utilizzano così anche altri rumori e campionamenti che riproducono quelli che ha ascoltato il feto durante la gravidanza all’interno della pancia della mamma. Anche se in cima alla classifica delle preferenze dei bebè ci sono le voci dei genitori.