Musica e medicina

Fino a che punto musica e medicina sono correlate e come viene influenzata la capacità creativa dell’artista dalle sue condizioni di salute? Un libro che racconta il rapporto tra salute, creatività e malattia dei grandi compositori del passato.

Come la sordità di Beethoven, la malattia mentale di Schumann, l’afasia di Ravel hanno influito sulla loro musica? Il libro ‘Musica e medicina‘ (edt edizioni) dell’autore americano autore americano John O’Shea cerca di indagare anche questo aspetto del mondo delle sette note. Il libro traccia la storia clinica di venti grandi compositori, da Bach a Gershwin, avvalendosi sia delle testimonianze d’epoca che delle più recenti ricerche nel campo della storia della medicina. In questo modo O’Shea traccia i profili medici dei grandi compositori arrivando ad affermare che alcune malformazioni congenite abbiano in qualche modo potuto favorire il loro talento e genio.

Certo nei secoli scorsi la medicina poco poteva nel contrastare certe patologie, ma la tesi del ricercatore trova conferma anche ai giorni nostri. Basti pensare a un musicista come il pianista jazz Michel Petrucciani, di cui recentemente è uscito un film: uno dei più acclamati jazzisti mai esistiti era affetto da una particolare malattia chiamata osteogenesi imperfetta che condizionò lo sviluppo del fisico – era alto poco più di un metro – ma che rese le articolazioni delle sue mani straordinariamente elastiche e veloci sulla tastiera.