cartelloni pubblicitari

Riassunto delle puntate precedenti: ‘i cd non si vendevano più e la musica online stentava a crescere… così la soluzione di una crisi sempre più profonda sembrava venire dai sistemi di fruizione di musica gratuiti basati sulla pubblicità (Adv è l’abbreviazione di advertising – pubblicità) che offrivano di ascoltare musica gratis legale in cambio di spot…’ Il futuro sembra già essere passato: SpiralFrog, uno dei primi servizi di questo genere, ha appena chiuso i battenti.

Motivo? Problemi di origine finanziaria. Eppure il progetto, al grido di “Siamo meglio dei pirati” era partito nell’agosto 2006 con l’intento di contrastare, non solo iTunes, ma soprattutto la pirateria delle reti peer to peer. I navigatori vogliono musica gratis? Diamogliela. Il problema poi però è trovare i soldi per pagare i fornitori: erano da alcune settimane che giravano voci di uno SpiralFrog in crisi sempre più nera per i debiti accumulati.

La crisi è diventata dramma, SpiralFrog ha chiuso. Eppure e in molti ci avevano creduto, prime tra tutte le tre grandi major Universal, EMI e Warner, anche se successivamente online era rimasto solo il catalogo Universal per i soliti problemi sulla gestione dei diritti. Così agli utenti era rimasto quasi solo il fastidio di sorbirsi qualche minuto di pubblicità per un catalogo musicale incompleto.

Ma probabilmente non è stato solo questo il motivo dell’insucceso. I brani avevano il lucchetto DRM della tecnologia PlaysForSure di Microsoft, ovvero si potevano ascoltare su un numero limitato di lettori mp3 e per un periodo di tempo che doveva essere di tanto in tanto rinnovato in cambio di altra pubblicità. Insomma, si faceva prima con Emule. Oppure, per evitare un vero e proprio stillicidio musicale, sti benedetti brani era meglio comperarseli davvero.

SpiralFrog non è l’unico tentativo di offrire musica gratis legale. In campo si sono ancora i suoi concorrenti da Last Fm, a Deezer, fino a Ijigg, Qtrax o l’italiano Downlovers. Certo, dopo arriva un quindicenne di Bettendorf, in Iowa, tale David Nelson che si inventa un servizio come Muziic per trasformare YouTube in un juke box gratuito e senza pubblicità. Sembra di essere tornati al più bianco del bianco: “nooo, non esiste la musica gratis impossibile…”