tango

Quanto si ascolta, balla e suona in Italia? Una panoramica completa sui nostri consumi di musica la offre il ‘Rapporto 2006 sull’Economia della musica in Italia’ realizzato del Centro ASK dell’Università Bocconi con la collaborazione di Dismamusica

Il dato che salta subito all’occhio è la vera impennata del mercato digitale, con la vendita di brani musicali online cresciuta in un solo anno del 427%. Complessivamente, gli acquisti musicali degli italiani del comparto digitale sono arrivato a quota 283,2 milioni di euro (+ 101%), a fronte di una flessione del 4,9% del mercato discografico complessivo, fermo ad un fatturato di 397 milioni di euro. Ciò conferma la tendenza, oramai consolidata da qualche anno, dell’inesorabile declino del cd, inteso non solo come supporto, ma anche come “pacchetto” di brani. Chi vuole aggiornare la propria libreria musicale non fa altro che acquistare i singoli brani via internet da servizi come iTunes, mentre i più giovani dedicano molte risorse al download di suonerie.

Per quanto riguarda la spesa in spettacoli come concerti, lirica, balletto, gli italiani nel 2005 hanno sborsato 345,4 milioni di euro (circa come nel 2004), mentre si è assistito ad una contrazione della spesa in sale da ballo. Infine si registra una crescita nel settore strumenti musicali. Che stia tornando la voglia di suonare? Magari! Purtroppo siamo ancora molto lontani dagli standard mondiali. Paesi come Germania, Usa e Giappone hanno una grande considerazione per la musica, non solo come intrattenimento, ma anche come mezzo culturale e di formazione. Non si può dire lo stesso dell’Italia, dove le uniche “passioni” sembrano passare attraverso il telecomando…