Console di musica elettronica

Tutti abbiamo sempre pensato alla musica elettronica come un genere elaborato in qualche modo con strumenti elettronici o digitali, sicuramente da contrapporre alla musica acustica suonata esclusivamente con strumenti a corde a fiato o percussivi. In realtà il campo della musica elettronica è molto più vario e comprede forme e generi che vanno dalla classica contemporanea fino alla dance o alla stessa trap.

A ben pensarci musica elettronica è anche quella registrata dagli stessi microfoni che trasformano suoni in segnali elettrici, oppure il rock che usa chitarre elettriche, piuttosto che il le canzoni create con tastiere musicali e sintetizzatori. Insomma parrebbe che qualcosa di elettronico ci sia in tutto il pop prodotto negli ultimi decenni, o forse in tutta la musica registrata fin dall’invenzione del fonografo da parte di Thomas Edison.

Cos’è la musica elettronica?

Quando si parla di musica elettronica è necessario mettersi d’accordo su quali siano i suoi confini. Perchè anche i generi musicali che ascoltiamo tutti i giorni alla radio sono in qualche modo elettronici dato che ormai non esiste canzone che non sia registrata, arrangiata e prodotta al 99% con apparecchi o strumenti digitali. Nel corso della storia musica e tecnologia sono sempre andati avanti di pari passo a cominciare da quando la parola ‘tecnica’ si riferiva al ‘saper fare’ dei maestri liutai, fino alla fine dell’ottocento quando si inventarono i primi strumenti elettronici.

Oggi c’è musica elettronica nei suoni campionati e nei loop musicali utilizzati in qualsiasi arrangiamento o remix di canzoni, così come sono elettronici i software per registrare strumenti e voce su tracce assemblate con sequencer. Con l’arrivo dei sistemi digitali di pc recording la parola elettronica si è estesa in modo esponenziale a tutti i generi e oggi non c’è musicista, chitarrista, cantante o violinista che in qualche modo non faccia uso di elettronica o computer. Nell’era analogica però questa parola aveva un significato diverso.

Classica contemporanea

Il termine musica elettronica si riferiva ad un genere a sè stante che utilizzava suoni e modalità compositive elettroniche. L’avventura intellettuale e artistica della cosidetta musica elettroacustica parte dalla voglia di sperimentazione che unisce compositori e inventori di strumenti elettrici dalla fine dell’ottocento alla prima metà del ‘900. Erano macchine dai nomi strani e intriganti come il telharmonium, choracelo, singing arc e valvola termoionica.

Gli esperimenti pionieristici di musica elettronica o elettroacustica vanno avanti in epoche diverse in tutto il mondo occidentale con musicisti e compositori di varie scuole e conservatori. Dai musicisti di matrice colta vicini alla musica contemporanea dei primi del ‘900 come Berio, Cage, Ligeti, Maderna, Nono, Stockhausen, si arriva agli artisti e produttori di dance e pop.

Le diverse forme e generi della musica tecnologica spesso si influenzano in nome di una contaminazione che abbatte le barriere anche tra musica classica e popolare, trovando nuovi spazi di confine tra musica e rumore. E’ un gioco che interessa l’arte e la filosofia e che va alla ricerca del ruolo dei suoni nella società contemporanea. Anche oggi la ricerca non è finita come dimostrano le attività svolte da associazioni come Aimi che promuove l’interazione tra persone e istituzioni del mondo musicale e scientifico.

Dal rock alla dance elettronica

La parola musica elettronica esce dai conservatori quando sintetizzatori e tastiere musicali cominciano a venire utilizzati sul finire degli anni ’60 da famosi gruppi come Pink Floyd, Genesis e successivamente dai DJ contemporanei che poi comporranno le prime musiche per videogiochi. Negli anni ’70 famosi artisti di rock progressive realizzano suite intraprendendo nuovi percorsi musicali anche grazie all’utilizzo di suoni elettronici innovativi di tastiere come Moog e Mellotron usate in combinazione con strumenti acustici.

Negli anni ’80 in Inghilterra emergono nuovi generi di dance elettronica che per le basi ritmiche utilizzano i primi esemplari di batterie elettroniche uscite sul mercato. Queste modalità compositive prenderanno il sopravvento poi nella Electronic dance music degli anni ’90. La cosiddetta musica dance comprende vari sottogeneri elettronici prodotti da Dj per ballare nelle discoteche come House, Electro, Techno e Rave, fino a Jungle e Drum & Bass.

Col finire del secolo l’avvento dei computer e di internet rende desueta la parola ‘elettronica’, sostituita un pò in tutti i settori dal termine ‘digitale’. Oggi, a cominciare dallo streaming, siamo sommersi dalla musica digitale e anche dal punto di vista compositivo il discorso non cambia. Dalla musica dei Kraftwerk fino a generi come hip hop e trap, è sempre l’elettronica a comandare, questa volta programmata, costruita e declamata in formato digitale.

Guide di musica elettronica

Quali apparecchi e strumenti servono per fare musica elettronica e quali sono le nuove tendenze di questo genere? Ecco una serie di interessanti guide per chi vuole saperne di più o cominciare a suonare tastiere, computer e altre diavolerie elettroniche cercando di comprenderne funzionamento, suoni e utilizzo.

Storia e origini Dai brevetti dei primi del 900, agli strumenti di registrazione a nastro magnetico e poi sintetizzatori, strumenti monofonici e moduli elettronici. Agli albori della musica elettronica industriale, technopop, musica ambient, house e techno, dal new age al trip-hop

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