cb1 per fare sport

Al SF MusicTech Summit, evento a scadenza biennale che si è tenuto in questi giorni a San Francisco e a cui hanno partecipato oltre 1000 protagonisti di musica, mercato, industria e tecnologia, tra i tanti argomenti affrontati si è discusso sul perchè la musica, pur occupando 10 volte più tempo libero delle persone rispetto allo sport, riesca a generare guadagni 6 volte inferiori.

Mediamente le persone ascoltano 40 ore di musica settimanalmente contro le 4 ore settimanali dedicate a guardare sport in tv o a partecipare ad eventi sportivi. Eppure lo sport va alla grande, la musica un pò meno. Perchè? Il tema oltre che curioso non è da poco per il settore musicale che sta cercando nuovi modelli di business per poter sopravvivere. Tra le spiegazioni date al fenomeno c’è un pò di tutto, dal marketing alla sociologia. Innanzitutto, lo sport, contrariamente alla musica che attrae più spettatori dal vivo, è perfetto per essere goduto seduti in poltrona; poi non ha bisogno di essere scaricato, scambiato, o archiviato; inoltre nello sport c’è qualcuno che vince ed altri che perdono, questo piace molto e spiega il successo di concorsi canori e programmi tipo X Factor e company.

C’è poi da dire che la musica occuperà pure 40 ore settimanali, ma resta da capire in che modo. Molte ore di musica magari sono consumate in modo passivo come sottofondo nei supermercati o per musichette d’attesa telefoniche, altre come sigle tv. E’ vero, raramente la musica in questa mondo è protagonista unica e incontrastata della nostra vita, ma chi ancora riesce a ritagliarsi il tempo per assaporarsi con calma e tranquillità un buon disco al posto di sedersi davanti ad una tv a guardare un partita di calcio si consideri fortunato: musica e sport per fortuna sono ancora due cose molto diverse, nella musica non serve vincere.