Se ne discute da sempre, ma cosa hanno davvero in comune musica e pittura? Stretta anzi strettissima è la connessione tra arte e suoni evocativi di spazio, colore, emozioni senza limite.

Un esempio per tutti? L’amicizia del pittore Kandinskij con il musicista Schonberg è fondata da una ricerca parellela e un’affinità elettiva: per ambedue l’arte è un segreto che parla attraverso un segreto, una volontà di giungere ad un’iterazione fra le arti. Kandinskij nei suoi scritti parla di armonia, di corrispondenza ma anche di lotta e tensioni fra i colori e suoni: “La nostra armonia è formata da una lotta dei toni, dall’equilibrio perduto, dal venir meno dei principi, da inattesi rulli di tamburo, da grandi interrogativi, da aspirazioni apparentemente incoerenti, catene e legami spezzati, contrasti e contraddizioni”.

Un altro caso che fa discutere è l’accostamento di Debussy e Ravel, due tra i più importanti compositori francesi, ed in particolare della musica di Debussy, all’impressionismo pittorico. Cosa che per altro Debussy non ha mai accettato, ma come la pittura impressionista suggerisce piuttosto che rappresentare, la sua musica è certamente ricca di dissonanze irrisolte e di ambiguità che lasciano spazio alla percezione personale. Impressionismo musicale a parte, che musica e pittura siano in grado di dialogare non è sorprendente, perchè gli artisti hanno sempre preso ispirazione da tutto ciò che li circonda. Colore e tono possono allora incontrarsi come nelle opere di Fantin-Latour, Gustave Moreau, Odilon Redon, Gauguin, Max Klinger e soprattutto Arnold Bockli.