solidarietà musica e beneficenza

Musica e beneficenza? No grazie. E’ la provocatoria tesi di Dambisa Moyo, economista africana che in un libro sostiene, senza peli sulla lingua, che i vari LiveAid di Bono e soci servono solo alle star per farsi pubblicità a spese dell’Africa.

Lo abbiamo visto in Italia per l’Abruzzo, o per il terremoto di Haiti: la musica può essere un volano incredibile per raccogliere fondi da donare in beneficenza alle popolazioni colpite da disastri ambientali. Qualche volta invece rischia di fare ancora più danni, o almeno secondo il libro ‘La carità che uccide’ (Rizzoli) della economista Dambisa Moyo.

Chi agita la polemica non è un signor nessuno, Time Magazine include Dambisa Moyo tra le 100 personalità più influenti al mondo. Chiedete a Bono, Madonna e Bob Geldorf cosa pensano di lei. Loro più di altri si sono da sempre distinti nelle attività di beneficenza legate alla musica, a cominciare dal Live Aid andato in scena il 13 luglio 1985 con un miliardo di spettatori in diretta, “l’Apice glamour del programma di aiuti dei paesi occidentali benestanti alle disastrate economie dell’Africa.”

Venticinque anni e 300 miliardi di aiuti dopo, nel continente africano la situazione è ancora disastrosa. Perchè? Secondo Dambisa Moyo, nata e cresciuta nello Zambia, dottorato in economia a Oxford, master ad Harvard ed economista per la Banca Mondiale e la Golman Sachs, la colpa è proprio di quegli aiuti: “Gli aiuti dell’Occidente stanno devastando il terzo mondo”.

I soldi raccolti con tanto entusiasmo dalle star miliardarie per l’Africa non servirebbero ad incrementare i livelli di istruzione, sanità e previdenza della popolazione, ma solo ad alimentare i fenomeni di corruzione, rendendo l’economia africana dipendente dagli aiuti come fossero una droga, senza offrire una reale possibilità di riscatto ai ceti meno abbienti.

Dire che “gli aiuti dell’occidente stanno devastando il terzo mondo” ovviamente non è un atto d’accusa solo per Bono e compagnia, ma secondo Dambisa, le idee di questi personaggi incarnano perfettamente i “pregiudizi intrisi di sensi di colpa” che sono alla base delle buone azioni dell’occidente e che in realtà non servono a dare a miliardi di persone nuove prospettive per il futuro. Musica e beneficenza? No grazie.