dance music

Fare musica dal vivo in Italia negli ultimi anni è sempre più difficile. Difficile per i gestori dei locali obbligati a districarsi tra permessi e balzelli e quindi difficile per i musicisti trovare un posto dove suonare ed esibirsi.

Basti pensare che a Milano in pochi anni si sono persi locali storici punto d’incontro di appassionati e fucina di talenti come Capolinea, Grillo Parlante, Tangram, solo per citarne alcuni. Ma se il Capolinea era un ritrovo fisso per musicisti di passaggio a Milano (anche Chet Baker ci ha registrato un disco), persino Elio e le Storie tese sono nati al Magia, un locale di cui pochi conosco ancora il nome.

La situazione è simile anche nelle altre città e così, dopo che in rete una petizione presentata da Stefano Boeri, ex assessore alla cultura di Milano, ha ottenuto oltre 30 mila firme, al Teatro Parenti si è parlato proprio di questo, di come la musica dal vivo non solo è importante per chi vive di musica, ma di come può diventare uno stimolo al benessere e alla crescita di una città e di tutti i suoi abitanti.

L’argomento riguarda come detto tutte le città italiane, ma a Milano ci sarà l’Expo e un’invasione di turisti che si aspettano di ascoltare musica jazz, folk, pop e classica nel paese del bel canto. Il genere poco importa, perchè anche senza tirare in ballo i grandi del jazz che hanno cambiato la storia della musica moderna partendo da un palco di pochi metri quadrati, è impossibile dimenticare che gruppi come Rolling Stones, Who, U2 e Beatles sono nati in altrettanti buchi fumosi.

Al Teatro Parenti il ministro della cultura Bray in collegamento video si è mostrato convinto dell’importanza della musica come linfa per lo sviluppo e disponibile a studiare una legge-quadro sullo spettacolo, magari sul modello della Live Music Act inglese che ha consentito in pochi anni di aprire 23mila locali dove si suona liberalizzando concerti acustici con meno di 200 persone purchè si smetta di suonare entro le 23.

Speriamo non siano solo promesse e che ci si dia davvero da fare. Qualcuno diceva che un artista esiste solo se gli si offre una tela su cui dipingere. Nella musica la tela è un palco, pur piccolo o scalcinato dove potere incontrarsi, suonare, cantare, partecipare, comunicare le proprie idee e i propri sogni agli altri lanciando il cuore oltre l’ostacolo. Il bello è che in questo modo, magari senza saperlo, si migliora anche la vita e l’economia di una città.