musica da abbinare al vino

Scegliere giusta musica da abbinare al vino significa bere un buon bicchiere coinvolgendo tutti i sensi. La differenza si sente e degusta, ma è anche una vera filosofia che cambia la percezione del gusto e condiziona gli acquisti

La musica da abbinare al vino può fare la differenza e non solo per le orecchie. Sorseggiare buoni vini ascoltando i Rolling Stones o accompagnandoli a una fuga di Bach non è la stessa cosa. Il rapporto tra suoni e sapori è ampiamente dibattuto in ogni ambito enogastronomico. Ma ciò che percepiamo in bocca da cosa dipende?

Oltre alla musica da abbinare al vino, cè da capire più in generale come interagiscono tra loro i sensi umani. Per esempio è appurato come la valutazione di un gusto amaro o dolce nel cibo possa dipendere dal suono che ascoltiamo nella degustazione di cibo o bevande. Gli psicologi danno un nome a questo fenomeno che vede la contaminazione di stimoli sensoriali e percettivi: sinestesia. Ci sono persone particolarmente sensibili in cui i sensi sembrano sovrapporsi. Ma nelle persone comuni cosa cambia ascoltando una canzone piuttosto che un’altra?

Abbinamento musica e vino

Una giusta musica da abbinare al vino sarebbe innanzitutto in grado di modificare il gusto e la percezione di quello che beviamo. Ci sono studi che mostrano come alcuni brani possano alterare la struttura dei vini e cambiare la percezione della gradazione alcolica che regala il piacere di un buon bicchiere. Altri esperimenti dimostrano come ascoltando una musica vivace o potente anche il vino sembra assumere quei contorni, così come caratteristiche dolci o morbide di un brano musicale finiscono in qualche modo nel bicchiere.

L’abbinamento musica vino è anche una questione più intima, quasi filosofica. Su questa strada si è mosso il vinaiolo francese Don Blackburn e successivamente il famoso enologo Clark Smith. Questo produttore di successo di uve Pinot e Cabernet per marchi famosi in tutto il mondo, oltre ad avere inserito importanti innovazioni nella filiera produttiva, è un acceso sostenitore dell’importanza di un adeguato sottofondo musicale nelle degustazioni. Dopo anni di studi effettuati direttamente sul campo, ha creato una lista di 150 melodie differenti da accostare ad altrettanti vini.

Il miglior abbinamento musica e vino trova comunque pareri discordanti. C’è chi dice sia sempre meglio la musica classica e chi il jazz. Ma non è detto. Per altri un buon Bordeaux del ’61 è perfetto da bere con un sottofondo dei Metallica, mentre per un Napa Valley Cabernet va bene un quartetto di Mozart. In fondo non è così difficile. Anche se la wine music connection è una scuola di pensiero inventata dal famoso produttore francese Don Blackburn, tutti preferiamo ascoltare un determinato artista o genere con certe bottiglie. Alla fine vince sempre la qualità e nell’incertezza meglio il silenzio. Perchè se si sbaglia musica o vino il mal di testa è assicurato.

Musica cambia acquisti vino

Se la musica cambia il gusto, è noto il potere del volume per aumentare il desiderio di bere e la quantità di alcolici assunti. Ma i generi musicali influiscono anche sulle bottiglie che acquistiamo al ristorante o in enoteca. Lo dice uno studio pubblicato sul Journal of Applied Psychology e realizzato dal dipartimento di psicologia dell’Università di Leicester. Secondo questa ricerca, condotta in un supermercato inglese, quando i clienti ascoltano musica francese, tedesca o italiana, il vino più venduto appartiene a quelle nazioni.

Ristoranti ed enoteche che diffondono musica sanno sempre ciò che fanno. Il City Winery è un noto ristorante di New York che mette sullo stesso piano la passione per vini, musica e arti culinarie. I responsabili affermano che cè una diretta correlazione tra genere suonato nei concerti e vini bevuti dai clienti tra uve francesi, italiane o californiane. Le band con una forza sonora maggiore stimolano invece la richiesta di vino bianco. Ma sempre nella grande mela il Charlie Bird suona hip hop. Come sempre non rimane che affidarsi al gusto personale.