respirazione

Suonare con il cuore… probabilmente mai metafora fu più azzeccata nella musica, ma in questo caso l’interpretazione musicale non c’entra. Uno studio di medici inglesi ed italiani pubblicato tempo fa sulla prestigiosa rivista Heart, ha scoperto che la musica influenza il battito cardiaco e la frequenza respiratoria. L’effetto è particolarmente accentuato nei musicisti.

Si è scoperto che la frequenza del battito di ogni persona varia in funzione del ritmo della musica ascoltata, in modo direttamente proporzionale: un ritmo incalzante e veloce fa accelerare anche il battito cardiaco e la respirazione, mentre i brani lenti hanno l’effetto contrario, causando un rallentamento del battito e della frequenza respiratoria. Il Dott. Peter Sleight dell’Università di Oxford è arrivato a queste conclusioni studiando 24 pazienti sani con diversa cultura musicale, abitudine all’ascolto e preferenza individuale. Al campione è stata fatta ascoltare musica di vario genere che contenesse specifici fattori musicali come tempo, ritmo, pause e struttura melodica.

Si è così evidenziato che la relazione tra i battiti della musica e i parametri cardiovascolari e respiratori è più evidente nei musicisti, in quanto le persone con attitudine musicale tendono a sincronizzare il respiro con il ritmo. In ogni caso, l’alternanza tra lo stato di eccitazione e di rilassamento delle funzioni cardiache indotte dalla musica, porterebbe a chiunque dei benefici. Secondo il Dott. Sleight, oltre ad avere un uso clinico nell’alleviare lo stress, la musica potrebbe migliorare anche le prestazioni degli atleti o la mobilità di pazienti con danni neurologici.