La musica può essere un prezioso alleato per migliorare la concentrazione e l’efficienza durante lo studio e il lavoro. Scegliendo i giusti brani e generi musicali, è possibile creare un ambiente sonoro che favorisca la produttività e il benessere mentale

La musica è da sempre un compagno prezioso per molte persone durante lo studio e il lavoro, anche se c’è chi preferisce il silenzio. Cosa è meglio ascoltare ed esiste una migliore musica per concentrarsi? L’argomento non interessa solo studenti, professionisti e sportivi, ma anche le grandi aziende sempre in cerca di sistemi per migliorare la prestazioni e la produttività dei dipendenti eliminando ansia e stress.

Diciamo subito che alcuni studiosi sostengono come sia utile ascoltare musica per concentrarsi e rendere il cervello più attivo, mentre altri sostengono che la presenza di suoni nella stanza possa influire negativamente sulla memoria. Le variabili sono molte, ma un giusto ritmo e tonalità possono aiutare. In questo articolo esploreremo l’importanza della musica per concentrarsi e come scegliere le giuste canzoni per ottimizzare le prestazioni cognitive.

Indice

Musica e concentrazione

La relazione tra musica e concentrazione è stata oggetto di numerosi studi scientifici. Oltre ai gusti musicali e alla predisposizione personale all’ascolto, le risposte emotive ai suoni che ascoltiamo producono reazioni psicologiche, fisiche e cerebrali. Tutti sappiamo che una canzone può dare sensazioni di piacere, brividi d’emozione, gioia o euforia. Quando ascoltiamo la musica preferita il cervello rilascia un neurotrasmettitore chiamato dopamina, una sostanza definita del ‘buon umore’.

Il piacere della musica dipende da meccanismi biologici alla base della sopravvivenza e della continuazione della specie umana. Le aree del cervello stimolate dai suoni melodiosi sono le stesse del “sistema della gratificazione” o “della ricompensa” che si attivano in risposta ad alcuni stimoli primari (cibo, attività sessuale, assunzione di droghe e alcol), che sono anche all’origine delle condizioni di dipendenza. I suoni fanno quindi parte della complessità della cognizione umana da cui dipendono salute mentale e benessere fisico.

Gli scienziati hanno quantificato queste reazioni anche relativamente al miglioramento delle capacità cognitive e di memorizzazione. L’effetto Mozart, secondo il quale ascoltare musica favorisce l’intelligenza e il ragionamento spazio temporale, vale anche per chi studia e lavora. La musica agisce come una sorta di “rumore di fondo” che blocca le distrazioni esterne e favorisce lo stato di flow, permettendo di entrare in una fase di lavoro più profondo e produttivo riducendo lo stress e migliorando la concentrazione.

Migliore musica per concentrarsi

La scelta della migliore musica per concentrarsi dipende molto dalle preferenze personali e dal tipo di compito che si sta svolgendo. Per il buon funzionamento del cervello servono sottofondi e canzoni positive che piacciono, mentre sarebbero da evitare canzoni tristi che potrebbero evocare ricordi negativi. Sebbene le preferenze musicali possano variare da persona a persona, alcuni generi sono generalmente considerati più adatti per favorire la concentrazione.

La musica classica dei grandi compositori classici, in particolare le composizioni di Mozart e Bach, vengono spesse citate come ideale per lo studio e il lavoro grazie alla sua struttura armoniosa e rilassante. Altri generi come l’ambient, il jazz e la musica strumentale possono anch’essi favorire la concentrazione e la creatività. In generale, è consigliabile optare per tracce strumentali o con testi non troppo invasivi, in modo da evitare distrazioni.

È importante anche considerare il ritmo e il tempo della musica: brani con un ritmo costante e moderato tendono ad essere più adatti per la concentrazione rispetto a quelli veloci o troppo lenti. Infatti, più che il genere, sarebbe il ritmo musicale a stimolare l’apprendimento. Secondo le ricerche dela Dottoressa Emma Gray, psicologa specializzata in terapia cognitivo comportamentale al BABCP di Londra, la giusta musica per concentrarsi può fare memorizzare fino al 12% di contenuti in più.

Concentrarsi col rumore bianco

La capacità di concentrarsi con la musica o il silenzio non è uguale per tutti; non esiste una regola generale. Migliorando l’umore su precise basi neurobiologiche, in alcuni soggetti un sottofondo musicale può influire positivamente sulle prestazioni mentali con un effetto rilassante che in qualche caso si traduce in maggiore produttività. Ma i rumori che effetto possono avere sulla concentrazione?

Uno studio realizzato dall’università Bicocca di Milano pubblicato da Plus One, ha evidenziato come l’attività cerebrale di studenti alle prese con operazioni aritmetiche difficili, sarebbe stimolata anche dal cosiddetto “rumore bianco”, ad esempio tipico della pioggia. Molti studi sostengono che rumori e suoni costanti, naturali o artificiali, come una cascata o un televisore fuori sintonia, possano essere usati per concentrarsi, rilassarsi o addormentarsi.

La caratteristica principale del rumore bianco è la ripetitività e la monotonia. Non ha ritmo, melodia o armonia: è solo un suono costante. Lo usano le white noise machine per fare addormentare i neonati, che lo ascolterebbero come il flusso del sangue nel grembo materno. Rumori bianchi sono oggi disponibili anche su Spotify, in appositi canali Youtube o siti come A Soft Murmur o podcast che offrono librerie di sottofondi con rumori di ogni tipo, dalla pioggia alle onde del mare e molto altro.

Che il rumore bianco possa aumentare la produttività come la musica per concentrarsi è tutto da dimostrare. Alcuni medici sostengono che l’abitudine di tenere sempre un suono nelle orecchie per migliorare l’apprendimento potrebbe essere anche dannoso e creare problemi all’udito. Attenzione quindi al volume. Inutile dire che questo genere di produzioni ha finito per alimentare un business di click e ascolti sulla cui utilità è lecito dubitare.

Musica per concentrarsi sullo studio

Quando si tratta di trovare la giusta musica per concentrarsi durante lo studio è importante considerare diversi fattori che possano favorire l’attenzione e la produttività. Innanzitutto, è essenziale scegliere brani che non distraggano e che creino un’atmosfera calma e rilassante. La musica strumentale è spesso consigliata per questo scopo, in quanto evita distrazioni legate ai testi delle canzoni.

Per materie matematico scientifiche sarebbero da preferire canzoni lente e ballate con un tempo da 50 a 80 battiti al minuto. Per studiare inglese, materie umanistiche, teatro e arte, andrebbero invece bene anche canzoni o generi più eccitanti. Ritmi più sostenuti favorirebbero la performance del cervello dal punto di vista creativo. Sarebbero invece da evitare le canzoni perchè i testi evocano emozioni che distraggono e non sono necessari all’apprendimento.

Esistono numerosi strumenti online e playlist appositamente progettati per aiutare a concentrarsi durante lo studio e il lavoro. App come Focus@Will offrono una selezione di brani appositamente studiati per ottimizzare la concentrazione e la produttività. Le stesse piattaforme in streaming come Spotify e YouTube offrono una vasta gamma di playlist curate per lo studio, che spaziano dai suoni della natura alle composizioni strumentali.

Musica per concentrarsi sul lavoro

La migliore musica per concentrarsi per chi lavora contiene il giusto equilibrio tra armonia, ritmo, tempo e tipo di lavoro. Per attività semplici e monotone, come quelle di operai impegnati in catene di montaggio e segretarie in lavori di routine, qualsiasi sottofondo può migliorare la concentrazione. Per lavori più coinvolgenti a livello mentale, meglio ascoltare musica classica o brani strumentali lenti. Attività complesse potrebbero beneficiare da una musica più ritmata.

Una ricerca pubblicata dall’Istituto Nazionale della salute Americano sostiene che ascoltare musica sul lavoro possa migliorare l’apprendimento in particolare nel caso di lavori particolarmente impegnativi. Nell’ascolto passivo e indipendente da consapevolezze di tipo culturale o estetico, sarebbe ancora una volta fondamentale il ritmo delle canzoni per migliorare la concentrazione.

I neuroscenziati sostengono che l’ascolto di canzoni lente ad un ritmo tra 50 – 80 battiti al minuto possano aumentare calma e concentrazione per riuscire a focalizzare gli obiettivi con più lucidità. I testi dei brani cantati potrebbero distrarre, specie per attività che impegnano le facoltà del linguaggio, come la scrittura. In ambiti professionali creativi, come progettazione, pittura disegno i brani pop possono andare bene, mentre per fare sport servono canzoni motivazionali.

Aumentare produttività con la musica

Il rapporto tra musica e produttività è un argomento strategico anche dal punto di vista economico sociale, discusso su larga scala nell’ambito dell’economia aziendale. Le crescenti difficoltà del mondo del lavoro, la precarietà diffusa e l’evoluzione tecnologica impongono ritmi elevati e maggiore lucidità, impegno e competenze che dipendono dall’attitudine mentale dei lavoratori in ufficio e in fabbrica.

Secondo alcuni sondaggi quasi un terzo dei lavoratori in ogni parte del mondo ascolta musica in orario d’ufficio utilizzando smartphone o dispositivi simili per migliorare la soddisfazione sul lavoro e la produttività. Il 77% dei lavoratori inglesi intervistati dalla società di raccolta dei diritti d’autore inglese PRS for Music, pensa che un sottofondo possa aiutare il morale dei lavoratori e migliorare l’atmosfera in ufficio.

Le conseguenze motivazionali e comportamentali dei sottofondi diffusi negli ambienti professionali sono stati analizzati dall’Università di Windsor in Canada. Lo studio ‘The effect of music listening on work performance’ era rivolto alle aziende informatiche. I progettisti di software coinvolti nella ricerca sottoposti a sottofondi musicali mostrarono un incremento di umore, creatività e una diminuizione di ansia e stress.

Secondo un altro studio pubblicato su Science Direct ascoltare musica strumentale, specie attraverso le cuffiette, è un valido sistema per isolarsi dal mondo, non per sfuggire alla realtà ma molto utile nel caso si svolgano mansioni lavorative in ambienti particolarmente rumorosi. Il rumore, insieme alla mancanza di privacy, è infatti una delle principali cause di scarsa concentrazione sul lavoro.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.