Cosa hanno davvero in comune musica e colore e come possono influenzarsi? Dall’arte al visual design passando dal rapporto tra pittori e musicisti nella storia. Stretta è la connessione tra immagine e suono per evocare spazio ed emozione senza limite

Il rapporto tra musica e colore nell’arte, evocativo di spazio ed emozioni, ha sempre affascinato musicisti, pittori, scienziati e matematici. A cominciare da Isaac Newton fino a compositori e pittori come Schonberg e Kandinskij, tanti artisti visionari hanno speso parte della loro vita alla ricerca della corrispondenza tra le armonie e disarmonie sensoriali del guardare e ascoltare. Nel mondo moderno é il visual design ad offrire nuovi spunti.

La relazione tra musica e colore si rifà a concetti che ritroviamo in filosofia, psicologia e nella sinestesia, fenomeno percettivo che riguarda il modo di interrogare la realtà e di ricevere informazioni. Certi individui possono ad esempio percepire stimoli sonori in seguito ad una reazione visiva. Il sinesteta puro vede suoni e sente colori. Vediamo i progetti di ricercatori, università e artisti che si fanno ispirare da tutto ciò che li circonda.

Indice

Musica colore cromestesia

Musica e colore hanno entrambi un impatto emotivo sull’individuo. La musica può evocare emozioni profonde e intenso piacere, i colori sensazioni di calma o eccitazione. Quando questi due elementi vengono combinati,  l’esperienza artistica diventa unica e più intensa. Ad esempio la combinazione di melodie tristi con colori cupi può evocare tristezza e malinconia, mentre ascoltare canzoni allegre guardando colori vivaci esalta la sensazione di gioia e felicità.

Musica e colore possono essere utilizzati insieme per creare atmosfere più intense, ma non solo. Nel fenomeno della cromestesia alcune persone possono anche percepire i colori in relazione alla musica che ascoltano e viceversa. Si tratta di esperienze molto personali che variano notevolmente da persona a persona. Ciascuno di noi ha una personale “palette cromatica” legata a particolari suoni.

La cromestesia può anche essere utilizzata per creare esperienze artistiche coinvolgenti e immersive, come succede nei concerti cromatici, dove la musica è accompagnata da proiezioni di luci e colori. L’effetto è quello di creare un’esperienza unica e immersiva per il pubblico, dove sottofondi, suoni, immagini e colori si fondono perfettamente per creare un’atmosfera particolare.

Il colore è spesso utilizzato per enfatizzare i temi di ambienti, opere d’arte o film. Il fascino esotico della musica etnica può essere accostato ai colori caldi per creare ambientazioni più accoglienti. Le luci psichedeliche richiama la dance elettronica, il bianco e nero si usa spesso nel jazz. Così la musica sinfonica è utilizzata per enfatizzare le scene epiche dei film e i colori scuri sono affiancati ai temi dei thriller.

Musica colore e armonia

Musica e colore hanno anche una stretta relazione con la cultura e la spiritualità di molte società. La cultura indiana e cinese hanno una lunga tradizione nell’utilizzare questi elementi per evocare emozioni e significati profondi. Nella tradizione indiana sono strettamente legati al concetto di armonia e di equilibrio tra gli opposti e sono utilizzati nella pratica spirituale per raggiungere gli stati di trance e meditazione.

Strumenti e voci sono sincronizzati in modo da creare una perfetta armonia, mentre i colori creano un equilibrio visivo per evocare un senso di pace e armonia. Nei rituali dei canti sacri utilizzati per evocare divinità e raggiungere gli stati di trance, vengono utilizzati colori particolari per creare un’atmosfera sacra che rafforzi l’effetto meditativo.

Nella cultura cinese musica e i colori sono strettamente legati alla filosofia del yin e yang. Il concetto di yin e yang sostiene che tutte le cose siano composte da due forze contrapposte: il maschile e il femminile, il caldo e il freddo, e il giorno e la notte. La musica e i colori vengono utilizzati per evocare queste due forze contrapposte e per creare un equilibrio tra di loro.

Musica e colore nell’arte

Quando si parla del rapporto tra musica e colore nell’arte si cita sempre l’amicizia tra il pittore Kandinskij e il musicista Schonberg, uniti da affinità elettiva e visione dell’arte parallela. Kandinskij desiderava che le sue opere fossero ascoltate, mentre per Schonberg, padre della dodecafonia, era la musica a farsi guardare.

Il segreto dell’espressività era l’iterazione fra le arti, anche se non sempre tutto filava liscio. Kandinskij nei suoi scritti parla di armonia e corrispondenza, ma anche di lotta e tensioni fra colori e suoni di una tavolozza tra le mani di un direttore d’orchestra. Spesso nel citare il rapporto tra musica e colore si fa cenno alle opere di Debussy e Ravel, due tra i grandi compositori francesi.

La musica di Debussy è paragonata all’impressionismo pittorico , anche se il compositore non era d’accordo. Eppure se gli impressionisti suggeriscono piuttosto che rappresentare, anche la sua musica è ricca di dissonanze irrisolte e ambiguità che lasciano spazio alla percezione personale. Colore e tono possono incontrarsi nelle opere di Fantin-Latour, Gustave Moreau, Odilon Redon, Gauguin, Max Klinger e soprattutto di Arnold Böcklin.

Visual design con i suoni

Da molti anni si fanno esperimenti su musica e colori nell’audiovisual. Il tentativo di tradurre musica in immagini all’inizio era prevedibile perché venivano utilizzati software con algoritmi matematici predefiniti che legavano le frequenze dei suoni ai colori. Il parallelismo tra onde sonore e onde luminose è stato riproposto alcuni anni fa anche da tre ricercatori del politecnico di Milano in un progetto chiamato Musicolor che utilizzava una trascodifica analogica.

Giuseppe Caglioti, professore emerito di fisica della materia al politecnico di Milano, e la regista e docente Tatiana Tchouvileva, avevano realizzato uno schermo con un film liquido trasparente di uno spessore compreso tra 100 e 400 nanometri. In una stanza silenziosa il Musicolor rifletteva la luce dei suoni esibendo i colori dell’arcobaleno. La vibrazione generata da un sussurro o un suono faceva deformare la pellicola restituendo una esperienza multisensoriale in qualche modo emozionante.

La musica prendeva vita in modo spontaneo sfruttando le proprietà fisiche della materia sollecitata da onde sonore e luminose. Le applicazioni di questa e altre idee simili, al di là di un approccio propriamente artistico o sperimentale, possono amplificare l’universo percettivo. Le applicazoni potrebbe interessare design, moda, didattica, salute e tutto il mondo che si muove attorno alla ricerca del benessere.

Musica visuale elettronica

L’Oscilloscope Music è un altro modo per guardare la musica. Tutto parte dall’oscilloscopio, strumento di misura elettronico dal sapore vintage, usato nell’era analogica, per verificare il funzionamento di apparecchi e componenti elettronici. Fondamentalmente è costituito da uno schermo che visualizza un puntino verde in movimento da sinistra a destra a velocità costante. Applicando una tensione il puntino si alza o abbassa consentendo ad esempio di verificare la presenza di segnale elettrico nei circuiti elettronici.

Utilizzando i segnali in uscita da un amplificatore si possono comandare i movimenti del fascio di elettroni sullo schermo dell’oscilloscopio da destra a sinistra e dall’alto verso il basso. Jerobeam Fenderson, inventore del giochetto, ha pensato di comporre musica appropriata in modo che la visualizzazione con l’oscilloscopio fosse il più possibile intrigante. Questa sua idea è stata presentata in vari festival di musica elettronica.

Colore delle canzoni

Il rapporto tra musica e colore é stato anche pensato per catalogare le canzoni. Nel mare di contenuti infinito dello streaming musicale, in un periodo di contaminazione tra suoni, stili e linguaggi parlare di generi musicali non ha più molto senso. Pop, rock, classica, jazz sono solo parole che non definiscono le emozioni trasmesse dai brani. Le playlist hanno un nome, ma le parole non bastano a descrivere una magia.

Per un quadro potremmo spendere milioni di parole, ma tutte quelle parole non potrebbero mai restituire l’emozione del vedere l’opera dal vivo. Così la musica nasce dal cuore degli artisti per arrivare dritta a quello degli ascoltatori: perchè non usare i colori della musica per definire un genere o una canzone? Il progetto di Guitarati andava oltre i termini vaghi usati per descrivere la musica e l’immagine.

L’idea era descrivere in modo più semplice le canzoni attraverso colori in grado di esprimere sentimenti ed evocare emozioni o ricordi. Erano gli stessi utenti a dover assegnare un colore dominante ad ogni canzone e viceversa. Successivamente per cercare dei brani ci si doveva affidare solo alla sensibilità cromatica. Il servizio non ha avuto molto successo, ma non è escluso che qualcuno non possa sfruttare l’idea in futuro mischiandola all’uso dell’intelligenza artificiale.

Terapie musicale cromatica

La combinazione di musica e colori viene utilizzati da molti secoli come mezzo per migliorare il benessere mentale e fisico. La combinazione di questi due elementi può creare un’esperienza terapeutica unica e potente. I benefici della musicoterapia possono essere uniti a quelli della terapia cromatica per ridurre lo stress, migliorare memoria e concentrazione, aumentare la creatività o nel trattamento di disturbi di depressione, ansia e schizofrenia.

La terapia musicale cromatica utilizza la combinazione di musica e colori per aiutare le persone a raggiungere uno stato di rilassamento profondo e aumentare la consapevolezza del proprio corpo e della propria mente. Una melodia rilassante può essere accompagnata da colori caldi per creare un ambiente di calma e tranquillità, mentre i colori scuri possono essere utilizzati per enfatizzare i temi di una terapia incentrata sulla gestione dello stress. La combinazione di colori rilassanti e melodie tranquille può aiutare a rilassare il corpo e la mente e ad esempio aumentare l’efficacia della pratica della meditazione.

Per chi cerca qualche esempio, su Youtube si possono trovare video che mischiano musiche e immagini di forme e colori che dovrebbero favorire il relax. Un esempio è dato dal video che segue che contiene una unica colonna sonora di 12 ore con un video in 4k di gocce colorate. E’ da verificare se sia rilassante, certamente alla lunga guardarlo non può che fare addormentare.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un imprenditore online, musicista, produttore e blogger. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. È il fondatore di Bintmusic.it, si occupa di comunicazione e scrive articoli di musica e dintorni, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.