Bar e ristoranti con musica ad alto volume vi disturbano? Non danneggiano solo l’udito ma anche la forma fisica dei clienti. Un sottofondo musicale troppo forte fa ingrassare, perché induce a mangiare e bere più cibo e bevande alcoliche

Musica ad alto volume oramai si sente ovunque, non solo nelle discoteche, ma in bar e ristoranti, spiagge o addirittura chalet in montagna. E non pensate sia una caratteristica degenere dell’Italia fracassona. Il New York Times ha recentemente svolto un’indagine sui locali più frequentati di New York constatando un livello medio di 90 decibel, un’intensità sonora molto superiore a quella dannosa per l’udito.

Se in alcuni negozi modaioli la musica a palla è un marchio di fabbrica per attrarre giovani e giovanissimi felici di partecipare all’orgia consumistica, ci sono luoghi in cui il rumore insopportabile non ha apparente motivo. Se in certi locali la musica ad alto volume non permette quasi di parlare, i gestori si guardano bene dall’intervenire. Cosa li spinge a tenere il volume così alto e con quali conseguenze sulla salute dei clienti?

Indice

Musica ad alto volume fa ingrassare

I consumatori sono del tutto inconsapevoli di come la musica ad alto volume possa influenzare i comportamenti di consumo. Le ricerche invece dicono che negli store di abbigliamento, trasformati sempre più spesso in dj set, le vendite salgono del 30%. Ma se certi negozi o locali preferiscono un’atmosfera rumorosa, le conseguenze per i clienti possono essere ancora più gravi dell’acquistare più vestiti.

La musica ad alto volume infatti influisce sulle abitudini alimentari perchè fa mangiare di più e cambia la propensione al consumo di cibo sano o junk food. Uno studio del Dipartimento di Psicologia dell’Università americana di Atlanta sostiene che i pasti si allungano e si tende anche a bere qualche bicchiere di troppo. L’effetto stimolante sull’appetito è indipendente dal luogo del pasto ma dipende sempre dal volume della musica.

Lo dimostrano due esperimenti simili svolti in un bar e in un supermercato a Stoccolma in Svezia. I clienti sceglievano cibi salutari e insalate, piuttosto che caffè, tè o torte, dolci e cioccolatini a seconda del sottofondo musicale e del volume. Così come la maggiornanza sostituiva una torta al cioccolato alla macedonia quando il volume era alto. La conclusione è che le probabilità di fare scelte sane, ascoltando musica soft e non aggressiva, aumentano del 10%.

Musica ad alto volume fa bere di più

Oltre ad esagerare con il cibo, la musica ad alto volume mette a rischio anche il controllo sulle dosi di bevande ingerite. Un determinato ambiente acustico ha un effetto euforizzante e spinge i clienti a bere e ordinare di più. I pericoli aumentano per i ragazzi e ragazze che già bevono troppo. La facilità con cui sul mercato si possono trovare bevande alcoliche zuccherate confezionate dalle multinazionali a prezzi irrisori, fa il resto. Pratiche condivise tra amici come il binge drinking producono eccessi gravemente tossici.

Chi esagera con birra, vino e superalcolici si assume rischi molto elevati. Ma se tra i giovani sono sempre più diffusi fenomeni di dipendenza all’alcol, purtroppo anche la musica ad alto volume fa la sua parte. Sono interessanti i risultati di uno studio clinico sperimentale sull’alcolismo dal titolo Alcoholism: Clinical & Experimental Research pubblicato qualche tempo fa sul WebMd diretto da Nicolas Gueguen, ricercatore di scienze comportamentali dell’Università francese della Bretagna meridionale.

Osservando il comportamento di vari gruppi di ragazzi tra i 18-25 anni che bevevano birra in un bar il sabato sera, gli studiosi hanno verificato che in presenza di sottofondo di musica ad alto volume i ragazzi finivano regolarmente il bicchiere di birra circa tre minuti prima del normale. Oltre all’aumento della velocità di assunzione degli alcolici, con un tempo di bevuta media che scendeva da 14,51 a 11,45 minuti, con l’aumentare del volume della musica da 72 a 88 decibel aumentavano anche le dosi, passando da 2,6 a 3,4 bicchieri a persona.

Genere musicale e appetito

Appetito e sete dipendono solo dal volume o anche dal genere musicale e dal tipo di musica che ascoltiamo? Cominciamo con il dire che per chi ha problemi di peso forma mangiare in silenzio o con un sottofondo di musica soft è la scelta migliore. Non una prescrizione medica vera e propria, ma un consiglio dei nutrizionisti. Mangiare con una musica di sottofondo potrebbe fare ingrassare specialmente se non si sceglie cosa e come si ascolta.

Cosa cambia se mangiamo o beviamo con sottofondi di canzoni lente, veloci, dolci o aggressive? In America sono stati fatti vari esperimenti nei fast food. Musica ed illuminazione soffusa creano una atmosfera rilassante nella quale le persone mangiano più lentamente e anche in minore quantità. Facendo ascoltare musica jazz soft di Miles Davis, le persone mangiavano il 18% in meno di cibo rispetto ad un sottofondo rock and roll classico degli anni ’70.

Ascoltare musica ad alto volume aumenta la fame ovunque ci si trovi e non solo al ristorante ma anche in auto, tram o al parco. Tenere le canzoni a palla nelle cuffiette dello smartphone oltre a mettere a rischio l’udito é il sistema migliore per ingrassare. Ascoltando canzoni ritmate e veloci a pranzo le cose peggiorano ulteriormente. La differenza nell’introito calorico medio in questo caso è notevole: 720 kcal contro le 608 kcal di un pasto medio consumato senza musica.

Consumare bevande con lo stesso tipo di sottofondo ritmato fa aumentare la dose del liquido a 431 grammi rispetto ai normali 338 grammi con gravi rischi per la salute. Chi sta cercando un modo per dimagrire è avvertito. Per non stare male, non perdere il controllo dei drink e guadagnare in salute, la prima cosa da fare è stare alla larga dai locali che hanno musica ad alto volume.

Bar e ristoranti silenziosi

Il problema dell’abuso di alcol da parte dei giovani in certe province italiane sta assumendo proporzioni devastanti. In altri paesi come Usa, Gran Bretagna, Olanda, Brasile e Messico, invece sembra che bere sia sempre meno “cool”. Il motivo è semplice: apparire ubriachi sui social non è motivo di orgoglio, anzi è considerato un danno per la propria reputazione. Oltre ad amici e amiche, c’è da considerare la figura che si fa con genitori e insegnanti.

Se la musica ad alto volume peggiora il rischio di abusare di alcol, la tecnologia può venire in aiuto per uscire di casa senza doversi tappare le orecchie. SoundPrint è una applicazione dotata di fonometro per misurare il livello di rumore nei locali. Una specie di tripadvisor per trovare ristoranti e bar silenziosi segnalati dagli utenti. Non è tanto la qualità del cibo o dei servizi ad essere apprezzata, ma i posti tranquilli dove chiaccherare e passare una piacevole serata senza rumore.

Dal punto di vista architettonico esistono nuovi materiali fono assorbenti e soluzioni innovative in grado di diminuire l’intensità del rumore. Ciò riguarda pub e ristoranti ma anche open space in coworking, uffici e luoghi di lavoro dove il silenzio o una tenue musica diffusa possono favorire la concentrazione. La sfida degli ingegneri acustici è utilizzare pannelli e quadri alle pareti, piuttosto che tende o elementi di design per eliminare i rumori di fondo in modo selettivo in modo che la conversazione e il parlato rimangano comunque forti e chiari.


Articolo precedenteVino e musica abbinamento migliore
Articolo successivoMusica in negozio fa spendere più soldi
Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.