museo dello sterco

Un museo dello sterco declinato in ogni ambito: dai reperti scientifici, manufatti, opere d’arte nel tempo all’uso e riuso dei rifiuti fino ai giorni nostri con tanti oggetti curiosi. Scienza, arte della trasformazione e spirito ecologico guida l’insolito progetto che vede protagonista il tema

Un vero e proprio museo dello sterco ricavato nello spazio di un vecchio castello limitrofo all’azienda agricola di Castelbosco, in provincia di Piacenza dove vivono 2500 bovini da latte di Gianantonio Locatelli, proprietario e produttore di Grana Padano. In mostra scarabei stercorarii, simbolo del museo, considerati divini dagli egizi, abitazioni africane antichissime senza dimenticare le opere storico-letterarie come la Naturalis Historia di Plinio, fino alle ricerche scientifiche più attuali e alla produzione artistica che tocca l’uso e riuso di scarti e di rifiuti.

Non è una novità infatti che dallo sterco si ricava energia da combustione, sotto forma di gas metano, per fertilizzare terreni e costruire abitazioni senza dimenticare il contributo dell’arte contemporanea con le famose scatolette di Merda d’artista firmate da Piero Manzoni degli anni ’60 che ancora oggi fanno discutere (una delle 90 scatolette di Manzoni è stata venduta nel 2012 per circa 120mila euro) mentre più vicino ai giorni nostri è l’opera dell’artista belga Wim Delvoje che ha creato la Cloaca, una macchina mastodontica fatta di tubi e meccanismi capace di digerire e quindi produrre sterco come una persona umana.

Meglio tornare all’idea geniale del museo dello sterco che ha mosso l’imprenditore agricolo Locatelli che si alimenta della gestione quotidiana di così tanti capi di bestiame e di qualche contributo in più, proveniente da quattro esperti nel campo artistico contemporaneo: Massimo Valsecchi, Luca Cipelletti, Gaspare Luigi Marcone che hanno contribuito a creare e organizzare lo spazio necessario per l’esposizione con una serie di iniziative sempre legate al principale oggetto di collezione.

Ultimo dettaglio ma forse non meno importante è lo spirito ecologico che anima l’intero progetto perfettamente in linea con la politica di Expo e in particolare con il Museo della Scienza e della Tecnologia a Milano con cui ha in programma un incontro di presentazione. Per tutti gli altri basta farsi una visita sul sito online dove per fortuna per adesso l’odore non si sente…