mp3 e musica online

Una guida sull’evoluzione dei supporti musicali e sui formati digitali per ascoltare canzoni: dai giradischi in vinile allo streaming su smartphone passando da cd, musica su computer e lettori mp3 portatili

L’evoluzione dei supporti musicali negli ultimi decenni è stata impressionante. Gli appassionati di musica non hanno fatto in tempo ad abituarsi ad una modalità di ascolto, che subito l’avanzare della tecnologia era prnta a proporre qualcosa di nuovo.

In pochissimi anni siamo passati dai vinile ai cd e poi ancora alla musica digitale dei lettori mp3 fino allo streaming attuale. Ognuna di queste modalità di ascolto hanno imposto una vera rivoluzione che certo ha a che vedere con il progresso tecnologico, ma anche con l’evoluzione complessiva della società e degli stili di vita delle persone. E’ innegabile che ascoltare musica con un giradischi o uno smartphone è molto diverso e non solo come esperienza di ascolto.

Ma da un punto di vista puramente tecnologico e scientifico cosa cambia in ogni supporto musicale? E’ quello che cerchiamo di spiegare con questa guida, partendo dai vecchi 33 giri ora tornati di moda.

Dischi in vinile

Il suono è un onda prodotta da un corpo elastico. Le sue vibrazioni vengono trasformate nel processo di registrazione in micro solchi del disco in modo analogico; al variare delle vibrazioni (variare della musica) corrisponde una analoga variazione dei micro solchi del disco. Durante l’ascolto la puntina del giradischi rileva queste variazioni per ricostruire l’onda suono originaria.

Mediante processo analogico avvengono anche le registrazioni su nastro e su audio-cassetta. Per l’ascoltatore medio lo svantaggio di questi supporti sono i rumori indesiderati (fruscio!), il degrado nel tempo e le dimensioni; si ascolta “esattamente” ciò che viene prodotto dall’onda suono, ma per ascoltare musica in modo soddisfacente servono apparecchiature professionali molto costose

Compact disc

E’ un supporto dalle dimensioni contenute, caratteristiche quasi inalterabili nel tempo unite ad ottima qualità d’ascolto. Da un punto di vista tecnico la grande rivoluzione è stata trasformare la fase di registrazione in “campionamento”. Attraverso questo processo l’onda suono viene scomposta (campionata) in un certo numero di informazioni al secondo.

Lo standard per i cd è di 44100 campioni al secondo (hz=herz), 16 bit di risoluzione (immaginiamo siano i gradini di una scala fittizia che cerca di seguire il più possibile la forma d’onda originale, 16 bit = 65.536 valori sui livelli), con canale stereo. Trasformata in un file di dati l’onda suono occupa spazio memoria: per un ora di musica (di file musicali) in qualità cd occorrono circa 650 Mb, che è appunto la memoria fisica di un cd audio.

I cd musicali sono stati originariamente dimensionati con questa capacità di memoria per potere contenere tutta la Nona sinfonia di Beethoven, la preferita dal Sig. Sony.