Oscar alla carriera per Ennio Morricone, compositore italiano autore di musiche per più di 300 film.

Si ricordano le cinque le candidature ricevute in quarantacinque anni di attività: nominato nel 1978 per «I giorni del cielo», dieci anni dopo per «Mission», nel 1987 per la colonna sonora de «Gli Intoccabili»di Brian De Palma, nel ’91 per «Bugsy» e nel 2000 per «Malena» di Giuseppe Tornatore, anche se la memoria di tutti è segnata dalle musiche degli spaghetti western di Sergio Leone. Ma non finisce qui, basti pensare a «Il vizietto» con Ugo Tognazzi, «Nuovo cinema Paradiso», il film di Tornatore che nel 1990 vinse l’Oscar per il miglior film straniero, «Per un pugno di dollari» e tutte le musiche e colonne sonore per fiction televisive, fra cui quelle dedicate alla vita di Papa Woityla, Giovanni Falcone e Gino Bartali.

Oggi la sua carriera non è certo finita, in programma altri impegni di peso notevole. Forse un elisir di lunga vita? Sta di fatto che all’età di 78 anni Ennio Morricone può dirsi felice, soddisfatto e appagato e questo Oscar è solo l’ultima esperienza in termini di tempo, un piccolo buco che andava colmato. Otto nastri d’argento, sei David di Donatello, quattro Bafta e altri innumerevoli riconoscimenti: mancava solo l’oscar», spiega Morricone, «anche se proprio non ci pensavo: quando uno lavora non pensa ai premi».