portafoglio monete

Si parla sempre più di rilancio dell’economia, cooperazione e di moneta complementare come valido strumento in alternativa all’euro: in Italia sono 38 le valute sociali che riguardano diverse realtà locali.

Passare dalla lira all’euro è stato un trauma per la nostra economia ma nel resto dell’Europa non è che se la passino tanto meglio. la soluzione? delle monete di scambio alternative, realtà ufficiose che sembrano prendere piede nel nostro Paese. Per ora si tratta di episodi sono ristretti e locali che riguardano determinate categorie, come al mercato di Torino dove tra i banconi di frutta e verdura è possibile pagare con lo Scec, un buono sconto del 10 per cento sperimentato in un progetto di riqualificazione urbana della città piemontese. Lo Scec è basato su un sistema di riduzione del prezzo dell’Euro valido all’interno dell’Arcipelago Scec, si usa insieme agli euro e non è convertibile e anche fiscalmente non rappresenta un problema non essendo una costo che grava sull’imponibile, ma piuttosto una opportunità per stimolare i prodotti locali di qualità trattenendo le risorse sul territorio.

Proseguendo l’indagine sulle monete complementari scopriamo che in una di queste comunità si trovava anche Roma con l’Ecoroma, ora non più in uso, Napoli con il Buono Locale di Solidarietà Scec e poi ancora in Umbria, Calabria, Veneto, Lombardia che oltre all’Associazione ArcipelagoLombardia ha lanciato il Danee, “buono locale milanese” adottato in alcune zone di Milano. Si tratta di realtà in continuo divenire che occupano sempre più spazio nelle agende della politica italiana ma guai a parlare di moneta alternativa: l’euro rimane ben saldo per cui si tratta di affiancarlo senza sbarazzarsene in modo complementare.