Mick Jagger ha superato i 70 anni e c’è chi invece lo pensa sempre un ragazzino, oltre che un rocker dissoluto tutto eccessi. Invece forma fisica e salute arrivano quasi prima di tutto. Il racconto della sua vita e carriera raccontata da Philip Norman in un libro.

Il libro intitolato Mick Jagger uscito per Mondadori non è una semplice biografia del cantante, ma quasi un romanzo che racconta un pezzo di storia della cultura occidentale facendoci rivivere un’era in cui la musica contrariamente a quanto succede oggi, pur tra mille avvenimenti drammatici, rappresentava con il suo contorno di personaggi le istanze di cambiamento, le speranze e i sogni di intere generazioni. Infatti ciò che lega una tranquilla infanzia passata nel Kent proseguita nella severa Dartford Grammar School a uno dei più famosi miti della storia della musica e della cultura anglosassone, ovviamente non è solo fortuna, caso o talento unito a delle labbra prominenti e audaci, ma probabilmente un giusto mix di tutti questi ingredienti che nulla avrebbero potuto senza il contesto sociale di quegli anni.

A Mick Jagger insieme a Keith Richards va il merito di aver saputo dare ai Rolling Stones una impronta personale in termini di linguaggio e sonorità capace di sfornare pezzi indimenticabili, se pur costruiti su due accordi. Il tutto condito da una serie di atteggiamenti provocatori, frequentazioni di donne stupende, avventure ed eccessi di tutti i generi e per tutti i gusti tra gossip e realtà che nascondono un paradossale amore del conformismo, del jet set e dell’aristocrazia. E comunque, per chi ancora non lo sapesse, anche questo è rock…