piano bambino

Si terrà dall’8 all’11 aprile a Firenze il primo convegno italiano delle scuole di musica ispirate dal maestro giapponese Shinichi Suzuki, morto nel 1998 all’età di 99 anni. Un’occasione di incontro per circa 500 allievi dai 3 ai 18 anni delle scuole internazionali del Metodo Suzuki che considera l’insegnamento della musica una filosofia educativa non solo artistica e tecnica, ma anche morale e di formazione del carattere dei bambini.

L’incontro è organizzato da Virginia Ceri, responsabile del settore Suzuki dell’Athenaeum musicale fiorentino, una ex piccola allieva che prima di intraprendere la carriera di insegnante di violino alla scuola Suzuki di Milano è stata anche violinista alla Scala: “Il metodo Suzuki sfrutta la straordinaria velocità di apprendimento dei bimbi che riescono ad imparare la musica per imitazione, così come imparano a parlare, ascoltando le parole della mamma ripetendole anche senza capirne il significato.”

Suzuki studiò violino a Berlino con Karl Klinger (allievo del grande violinista Joachim), fu anche intimo amico di Albert Einstein e conobbe le nuove idee sull’educazione dei bambini diffuse negli anni ’20-’30 da Maria Montessori e Jean Piaget. Comprese quindi che l’imitazione è alla base del processo d’apprendimento umano nei primi stadi della vita e che un bambino può imparare a suonare uno strumento ascoltando e ripetendo continuamente un frammento musicale, un ritmo, una melodia.

Ecco che anche il ruolo dei genitori è fondamentale affinchè propongano anche a casa al bambino nel corso della giornata gli stessi frammenti musicali fino a diventare familiari. La musica così diventa una parte naturale della vita del bimbo e della sua famiglia: un “metodo di vita” attraverso cui viene costruito il carattere e la sensibilità, che consente di entrare in relazione con gli altri e di acquisire maggiore consapevolezza e stima di sè.

In Italia ci sono circa trenta scuole Suzuki che contano mille studenti dai 3 ai 18 anni: 500 di loro accompagnati dai genitori saranno a Firenze per partecipare al Convegno italiano del Metodo Suzuki tra laboratori di canto, violino, viola, violoncello, pianoforte, arpa, chitarra, mandolino, flauto, ritmica strumentale e Musical Garden. “Il repertorio è uguale, tutti suonano con lo stesso metodo in ogni parte del mondo quindi è facile mettere insieme i musicisti” spiega ancora Virginia Ceri.

Alla fine del convegno ci sarà una esibizione dell’Orchestra nazionale Suzuki diretta dal maestro Pavel Berman. Non si tratterà di un’orchestra di soli imitatori. L’unico limite del metodo Suzuki, che non prevede la lettura di musica, è stato infatti superato con il “Musical Garden”, un sistema esclusivamente italiano che precede e affianca il metodo Suzuki per introdurre la lettura precoce della musica prima ancora che i bambini imparino a leggere.