Visore per metaverso

Il Metaverso è l’internet del futuro basato su realtà virtuale e aumentata. La tecnologia immersiva riguarda tutti gli aspetti della vita sociale, culturale ed economica. Con un mondo popolato da avatar quali opportunità e rischi ci sono per l’uomo reale?

Da quando Mark Zuckemberg con piglio messianico ha annunciato che il nome della sua società Facebook sarebbe diventato Meta, si fa un gran parlare di Metaverso. Ma cos’è davvero e a cosa serve? E’ un nuovo modo per fare soldi, un mondo virtuale che ci renderà ancora più schiavi della tecnologia o un sistema capace di offrire mille opportuntà in ogni campo culturale, economico e sociale?

Il Metaverso è un pò tutto questo insieme, come d’altronde lo è internet, di cui vuole essere un degno successore. In effetti nessuno ha le idee ben chiare su cosa potrà essere e diventare questo nuovo cyberspazio che utilizza tecnologie, dispositivi e concetti presenti oggi in applicazioni e videogiochi basati su realtà virtuale e aumentata. A partire dagli avatar che ci sostituiranno virtualmente, cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Indice

Cos’è il Metaverso?

La parola Metaverso, usata per la prima volta nel romanzo di fantascienza Snow Crash di Neal Stephenson, é un mondo virtuale in 3D in cui muoversi tramite il proprio avatar. Per chi non lo sapesse un avatar è la rappresentazione grafica di un utente online. Internet già consente di scriversi in tempo reale, parlare, discutere, vedersi e condividere contenuti. La nuova idea è creare un luogo quasi reale in cui ritrovarsi per fare queste e molte altre cose insieme agli altri, indipendentemente dal luogo fisico in cui ci si trova.

Per interagire in un Metaverso in tempo reale serve una infrastruttura libera e indipendente condivisa da tutti gli utenti. In realtà oggi a questa tecnologia non lavora solo Facebook, ma anche Microsoft, Google e altri giganti del web che stanno investendo in ricerca centinaia di milioni di dollari. Tutti svilupperanno mini metaversi autonomi che verosimilmente non daranno accesso ad un unico universo digitale, ma avranno confini definiti dalle limitazioni di ogni servizio usato.

Come abbiamo vari account per accedere e partecipare ai social network di cui siamo iscritti, con i metaversi all’inizio succederà la stessa cosa. All’interno di determinati confini il nostro avatar potrà muoversi e viaggiare in un luogo virtuale per incontrare amici, lavorare, studiare, divertirsi, fare shopping, andare ai concerti, ma anche accedere ai servizi delle istituzioni combinando cose reali e virtuali.

Secondo l’Osservatorio del Metaverso, in attesa che il cyberspazio si estenda ad ogni settore delle attività umane, sono già sono già oltre 40 i mondi digitali esistenti abitati da 350 milioni di persone. Per adesso si tratta di giochi e applicazioni tra i quali spiccano Roblox, Fortnite e Minecraft a cui giovani e persone di ogni età accedono attraverso il browser o mediante smartphone.

Realtà virtuale e aumentata

Il Metaverso si basa su realtà virtuale e aumentata. Con la virtual reality (VR) ci si immerge visivamente in un mondo del tutto virtuale, mentre con l’augmented reality (AR) la realtà viene in qualche modo incrementata con la sovrapposizione di contenuti digitali. Entrambi i sistemi fanno uso di smartphone o dei nuovi visori sul mercato. Come spiega molto bene il libro Futuri possibili (Giunti editore) di Lorenzo Capannari, esperto che lavora da molti anni nel settore a titolo professionale e divulgativo, da secoli l’uomo sperimenta l’immersività per dare maggiore forza alle proprie narrazioni.

Se le emozioni sono alla base dei comportamenti umani, le interfacce tra contenuto e persone hanno grande importanza nel veicolare narrazioni alla base di convinzioni di stampo politico, religioso, culturale o di consumo. Basti pensare all’architettura di templi e chiese per capire come l’immersività ha avuto un ruolo fondamentale nel dare senso alle idee fino ad imporle e a farle diventare strumento di potere.

Dopo artisti, pittori e musicisti, nell’era informatica gli strumenti per arrivare alle masse sono creati da programmatori ed inventori di dispositivi indossabili. Per Google, Apple, Amazon e Microsoft arriva l’ora di investire milioni di dollari nella sfida del Metaverso, un mondo virtuale che consente di ridurre le distanze attraverso piattaforme che sfrutteranno la tecnologia delle nuove interfacce.

Visori realtà virtuale

E’ dagli anni ’80 circa che ai dispositivi immersivi lavorano alcuni pionieri seguendo l’evoluzione della potenza di calcolo di computer e schede grafiche. Sono passati due decenni dai primi videogiochi virtuali agli strumenti di realtà aumentata montati sulle navicelle della Nasa per mostrare i dati in sovraimpressione ai piloti. La vera rivoluzione democratica arriva nel nuovo secolo con internet e quando si diffondono i giochi multiplayer.

Per accedere al Metaverso o alle applicazioni di VR e AR può bastare anche uno smartphone o il monitor del pc, ma per una vera esperienza immersiva servono visori sofisticati e nello stesso tempo semplici da usare e configurare. Mentre anche nuovi occhiali smart si affacciano al mondo consumer, Meta Quest, Vive HtcSamsung sono di visori che stanno cercando di conquistare il mercato dei videogame e dell’intrattenimento con caratteristiche innovative e prezzi sempre più abbordabili.

I progressi dei visori negli ultimi anni sono stati notevoli anche se i modelli più sofisticati sono ancora costosi e per sfruttarne in pieno le caratteristiche servono pc potenti. Oltre al prezzo, avere a disposizione spazio a sufficienza per muoversi nella realtà virtuale è un altro ostacolo alla loro diffusione e può essere un problema per molti. Quando i dispositivi VR sostituiranno il monitor del computer? In attesa di qualcosa di rivoluzionario per adesso nel cyberspazio c’è spazio per entrambi.

Applicazioni del Metaverso

L’area virtuale condivisa e aperta del Metaverso si presta ad un ampia varietà di applicazioni completamente virtuali o ibride che uniscono digitale e reale. La cosidetta tecnologia immersiva oltre a venire usate nell’intrattenimento, nei social network o nei videogiochi, può migliorare l’interazione con il mondo reale e servire in molti settori come medicina, educazione, campo militare e shopping.

Nel settore medico sanitario sono già utilizzati strumenti di telemedicina a tecnologia mista reale virtuale per monitorare i pazienti o fare diagnostica arrivando a vedere all’interno del corpo. In ambito neuropsichiatrico si possono creare situazioni virtuali per superare paure o angosce o per scopi riabilitativi. Nel campo militare il Metaverso può essere utilizzato sia sul campo che in addestramento per una esperienze iper realistiche.

Nella moda lo shopping virtuale sfrutta la realtà aumentata per provare capi di abbigliamento, prodotti di make up, mentre nel settore immobiliare permette a chi cerca casa di esplorare in modo realistico gli ambienti. Nella formazione scolastica il Metaverso consente di esplorare ambienti, luoghi geografici ma anche musei e mostre, piuttosto che dare l’opportunità a scuole ed università di sviluppare progetti condivisi e lezioni in grandi aule comuni.

La tecnologia immersiva è utile al settore della formazione aziendale per dar modo a tutti i dipendenti di partecipare a meeting e convegni in ogni parte del mondo senza limite di persone. L’apprendimento immersivo è già utilizzato con profitto da manager e studenti che oltre a seguire lezioni online possono partecipare in modo coinvolgente mettendosi alla prova in situazioni di vita reale.

Aumentare i contenuti

Il Metaverso si presta ad essere un amplificatore di contenuti emozionali, non solo nei videogiochi ma in ogni forma di intrattenimento e arte che ha una storia da raccontare. Sfruttando la realtà aumentata con visori 3D si possono vedere film dal punto di vista del protagonista, organizzare performance di artisti in spazi virtuali, migliorare la fruizione di libri e riviste attraverso video o esperienze dirette dei lettori.

Nell’arte la tecnologia immersiva è già utilizzata in musei interattivi e siti archeologici che possono essere visitati virtualmente. In molti musei già oggi inquadrando un quadro con uno smartphone si possono ricevere informazioni su opera e artista. Nel turismo le agenzie di viaggio possono fare provare esperienze di vacanze ai clienti per poterli fare scegliere tutte le informazioni su mete ed itinerari.

Nella musica esistono applicazioni per portare gli artisti direttamente a casa del pubblico. Con la realtà aumentata chi partecipa ad un concerto può vivere l’esperienza live in modo nuovo e coinvolgente a diretto contatto con il proprio artista preferito. Applicazioni come Melody vr o Waves consentono di riprendersi ed essere in onda in diretta ovunque, proiettati come se si suonasse dal vivo in qualsiasi appartamento.

Con Amplify-vr i fans possono inteagire con i musicisti in tempo reale, richiedere una canzone, oppure vedere i backstage in diretta tra la folla di un concerto. Peex è una applicazione che consente addirittura di mixare a piacimento i vari strumenti che suonano sul palco dal vivo, controllando cinque canali diversi di voce, chitarra, basso, tastiera e batteria. Testimonial del sistema è Elton John.

Per gli appassionati di musica classica Sibelius 360 fa vivere l’esperienze di una orchestra classica, come nel caso della Philarmonia Orchestra di Londra. Per chi ama i vinile e il mondo vintage Vinyl Reality trasforma in veri dj con due piatti a disposizione per remixare brani a piacimento. Indossando un visore si possono anche suonare strumenti virtuali come nel caso di Playthingvr studiato per i bambini.

Fare meta shopping

Inutile negare che uno degli scopi del Metaverso sia fare soldi. Avere a disposizione una realtà virtuale parallela apre nuovi mercati tutti da esplorare tanto che per primo è stato proprio Facebook ad avere creato un suo Avatars Store. Il concetto su cui si basa il meta shopping è semplice: se il nostro avatar è un prolungamento della nostra persona da tutti i punti di vista, come non pensare al suo aspetto estetico?

Nella civiltà dell’immagine anche gli avatar devono essere abbigliati come si deve. Ecco quindi lo scopo del Meta Avatars Store, lo store digitale di Facebook che vende indumenti, vestiti e accessori per avatar. E se qualcuno pensa che soltanto un pazzo potrebbe spendere dei soldi per vestire una grafica animata sul pc, all’affare hanno già aderito grandi stilisti da Balenciaga fino a Prada perchè ancora una volta virtuale e reale andranno in parallelo.

Se non bastano le previsioni di Morgan Stanley che ha affermato come entro il 2030 il giro d’affari del meta shopping arriverà a 50 miliardi di dollari entro il 2030, ci pensa la Metaverse Fashion Week a sottolineare che con l’immagine non si scherza. Non è escluso che un domani si potranno acquistare anche beni e case virtuali e tutto magari verrà pagato attraverso moneta virtuale. L’idea di un mondo quasi reale in cui vivere tutti insieme è affascinante. Ma chi garantirà che questo cyberspazio parallelo alla vita reale sia effettivamente libero e sicuro?

Sicurezza del Metaverso

Il Metaverso pone problemi di sicurezza e di caratterere etico enormemente superiori a quelli di internet. Per avere un’idea di cosa ci aspetta, moltiplichiamo per mille la disinformazione sui social, le fake news, il bullismo informatico o il furto di dati personali. Cosa dire in merito a tutte le questioni relative all’influenza che internet e la tecnologie hanno sul cervello degli esseri umani a livello di marketing e propaganda politica?

Come verrà affrontato il rispetto della privacy sul Metaverso? Con un visore qualsiasi bambino potrà entrare luoghi pericolosi ed entrare in contatto con sconosciuti e persone senza scrupoli. Come si potranno difendere i ragazzi in una realtà parallela pervasiva? Quale vita sarà considerata reale se già oggi crediamo che gli amici incontrati su internet e sui social siano veri quando invece potrebbere essere bot informatici?

La vita sul metaverso  non riguarda solo la tecnologia ma pone serie questoni sociali, politiche, economiche e filosofiche.  Simulare la realtà può significare esplorare la natura profonda delle cose o restarne in superficie, creare persone più consapevoli o modificarne le coscienze fino a confondere il vero col simile per motivi del tutto buoni e legittimi o assolutamente criminali.

Regole del Metaverso

Il vero problema del Metaverso é che non esistono regole. Quando i mondi virtuali saranno talmente verosimili da rendere addirittura superflui quelli reali, controllare ciò che persone o ragazzi potranno fare o non fare sarà del tutto impossibile. Le regole civili, il senso della vita o cosa sia la felicità non è scritto su pietra, non è immutabile ma dipende dal contesto in cui le persone vivono e si rapportano agli altri in una comunità.

Quando tutti avremo un avatar a sostituirci cosa succederà? ll Metaverso è un’idea eccitante di internet del futuro ma allo stesso tempo è rischiosa e complessa. Se in tema di sicurezza e rispetto personale il World Wide Web ha mostrato molti limiti e sviluppa dipendenza, una realtà totalmente virtuale sarà ancora più seducente e pericolosa. Oltre all’infrastruttura e al rispetto di regole ancora tutte da costruire, dovranno essere sviluppati anche nuovi dispositivi in grado di andare oltre mouse, tastiere e visori.

Purtroppo o per fortuna la tecnologia per accedere alla realtà virtuale oggi non é ancora sufficientemente valida. Anche i visori più sofisticati sono grandi e ingombranti. Quando gli avatar diventeranno ologrammi in 3D che fluttuano nell’aria tutto diventerà più coinvolgente e fruibile. Per fare cosa? Come nel caso dell’intelligenza artificiale siamo solo all’inizio di un sogno fantascientifico che non sappiamo dove ci porterà.