Il marketing musicale è una componente essenziale per la promozione di artisti e musicisti. Cosa significa fare successo nell’era digitale dei social? Migliori strategie e consigli per aumentare la visibilità e costruire una base di fans solida

Il marketing musicale è cruciale per qualsiasi artista o band che desideri raggiungere un pubblico più ampio. Se negli ultimi anni grazie ad internet qualche talento è spuntato dal nulla, la strada per i musicisti che credono nel valore di un progetto musicale è complicata. Senza una promozione efficace, che consenta di creare consapevolezza, connessione e coinvolgimento con i fans, anche la musica più straordinaria rischia di rimanere nell’ombra.

E’ anche vero che le regole del marketing musicale negli ultimi anni sono state completamente stravolte. L’era digitale ha diminuito il potere delle grandi case discografiche nel gestire tutta la filiera dell’industria musicale. Ma come per ogni prodotto o servizio, tutta la musica digitale e live richiede strategie chiare per definire un pubblico e gli obiettivi di artisti e cantanti. Vediamo alcuni punti fondamentali per comprendere l’industria musicale.

Indice

Cos’è il marketing musicale?

La musica è una forma d’arte, ma anche un business. Chi vuol far conoscere le proprie canzoni o opere al pubblico, deve pensare anche a fare marketing musicale. La parola marketing, dall’inglese ‘to market’ (vendere), arriva da lontano. In America, fin dai primi del ‘900 con lo sviluppo della produzione di massa di beni di largo consumo, si intrapresero i primi studi per conciliare meglio domanda e offerta in base alla regola delle 4P: prodotto, prezzo, punto vendita e promozione.

Parlando di marketing musicale non si tratta di ridurre le emozioni ad un prodotto qualsiasi da vendere e piazzare sul mercato alla stregua di un paio di scarpe. Promuoversi non significa vendere l’anima al diavolo o rinunciare alla creatività. Il marketing è un insieme di strategie e azioni che permettono di comunicare un valore artistico, di creare una fanbase, di generare entrate e raggiungere degli obiettivi professionali.

Fare marketing musicale significa valorizzare il proprio lavoro e renderlo accessibile ad un pubblico potenziale, aumentando la visibilità e la reputazione di un artista. Lo si fa creando una relazione con i fans e fidelizzandoli; generando entrate dalla vendita di prodotti, servizi musicali, merchandising; sfruttando le opportunità di collaborazione o sponsorizzazione. Il fine ultimo è crescere professionalmente e artisticamente.

Marketing musicale e streaming

La musica pop è per definizione ‘popolare’ e ‘commerciale’. Non a caso tutti i premi musicali danno riconoscimenti agli artisti che vendono di più, non ai migliori da un punto di vista qualitativo. L’avvento delle nuove tecnologie non ha fatto altro che aumentare questa contraddizione. Più che di bellezza di un disco in senso artistico, si parla esclusivamente di click e mercato. I social network d’altronde sono il luogo ideale per trasformare le star musicali in influencer.

E mentre i fans si appassionano ai tweet piuttosto che alle note, sulle piattaforme di streaming le canzoni valgono sempre meno: circa 0,004 euro a click. Chi non ha milioni di ascoltatori non guadagna nulla, mentre i cantanti più ricchi sfruttano il potere mediatico per vendere altri prodotti come profumi, cuffie, viaggi o altro. L’artista non è più un mito da osannare per come suona, canta, per i messaggi dei testi o i comportamenti sul palco.

Certo è diverso il rapporto identitario che il pubblico può instaurare con un cantante rispetto ad un blogger che si veste alla moda. La musica definisce ancora personalità, idee e pensieri, aggregando gruppi sociali. Ma non ci sono più band rivali con fans agguerriti pronti a contendersi note, melodie, armonie, sogni, emozioni ed appartenenze politiche. Spesso rimangono solo gli atteggiamenti, le mode e i prodotti da acquistare al centro commerciale.

In questo modo è cambiata anche l’idea di successo. Se fino a qualche anno fa avere successo nella musica significava entrare nella hit parade, la rivoluzione digitale ha cambiato radicalmente le cose. Ha cambiato sia il significato di un musicista, che la misura del suo successo. Oggi non sono più gli album venduti. Al tempo dei social essere famosi significa avere la capacità di attrarre fans e followers sui social per veicolare prodotti e servizi.

Chi si occupa di marketing musicale?

Il presupposto è che un musicista, cantante o produttore, o tutte e tre le cose insieme, abbia finalmente raggiunto il sogno di registrare una o più canzoni. Il passo successivo è farle ascoltare a parenti e amici. Ma poi arriva la domanda: come fare conoscere le mie canzoni ad un pubblico più ampio? Un tempo le case discografiche si prendevano tutti gli oneri del caso, occupandosi di aspetti economici, gestione dei diritti, ma soprattutto di comunicazione e marketing musicale. Oggi succede ancora?

L’Ifpi, società che rappresenta l’industria fonografica a livello mondiale, ha pubblicato un rapporto che mira a contrastare l’idea che le major, che gestiscono complessivamente circa 8000 mila artisti, stiano vivendo di rendita con i cantanti già famosi, limitando al massimo le spese in ricerca. Secondo i dati, nel mondo le etichette nel loro insieme spendono circa 5 miliardi di dollari, il 26% del fatturato, in ricerca di nuovi talenti. E’ la cifra più elevata di ogni settore industriale.

Gli investimenti in produzione e marketing musicale nel mercato discografico americano, possono variare da un minimo di 500 mila dollari, fino ai 2 milioni di dollari. Le spese sono suddivise in anticipo all’artista (50-200mila), spese di registrazione (150-500mila), realizzazione di video (50-300 mila), supporto al tour (50-150mila). Per il solo marketing musicale, che comprende promozione e commercializzazione del disco, servono dai 300 ai 700 mila dollari.

Investire nel mercato musicale italiano ovviamente costa meno, ma portare un artista al Festival di Sanremo può costare ad una major anche centinaia di migliaia di euro. C’è da realizzare il singolo, girare il video, occuparsi delle spese vive, a cui pure partecipa la Rai, e fare comunicazione ad un pubblico più anziano. Ma non è detto che tutto ciò serva a portare un artista al successo, sempre ammesso che questa parola, sinonimo di fama e soldi, non sia cambiato col tempo.

Fare autopromozione musicale

Il marketing musicale è sempre stato un compito affidato alle case discografiche, così come scoprire artisti emergenti e produrre nuovi dischi. Nel corso della storia della discografia però sono emersi anche molti produttori indipendenti che hanno investito denaro in artisti poi passati alle major. Oggi più che mai le etichette, per mettere sotto contratto un artista, vogliono già una base di fans di partenza. Come raggiungerla?

Gli artisti spesso non vogliono o non sanno occuparsi di alcuni aspetti fondamentali nella musica, ma che nulla hanno a che vedere con il mondo delle sette note. D’altronde l’offerta musicale presente sul mercato è enorme. Su YouTube è possibile ascoltare milioni di musicisti e cantanti di ogni genere e livello. Ogni giorno su Spotify e le altre piattaforme di streaming vengono aggiunti decine di migliaia di brani nuovi. Perché qualcuno dovrebbe ascoltare proprio i tuoi? È sempre più importante disporre di una mentalità aperta.

La prima cosa da fare per auto promuoversi è analizzare le potenzialità del proprio prodotto nei confronti del mercato, stabilendo obiettivi a breve e lungo termine. Potrebbe servire definire un budget da investire in marketing musicale, che eventualmente può essere trovato anche attraverso il crowfunding. Successivamente si passa alle vere strategie, partendo da due aspetti fondamentali: Il target di pubblico e il modo in cui ci si differenza dagli altri artisti. Bisogna essere in grado di rispondere ad alcune domande.

Chi sono i propri fan ideali e quali caratteristiche demografiche, psicografiche e comportamentali hanno? Quali i loro bisogni, desideri, problemi e aspirazioni e la quale musica li può soddisfare? Partendo dal proprio genere, analizzando le proprie influenze e ispirazioni, bisogna definire uno stile personale e una immagine. Qual è il proprio messaggio, visione e missione? Quali sono i punti di forza e di debolezza come artista? Chi sono i concorrenti? Cosa li rende simili o diversi?

Creare un piano di marketing musicale

Per definire obiettivi, strategie e azioni per promuovere la propria musica in modo efficace, serve un piano di marketing musicale che permetta di avere una visione chiara di cosa ottenere, come e con quali risorse. Gli obiettivi devono essere SMART, ovvero specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e temporizzati. Le strategie devono essere coerenti con il target e il posizionamento. In questa fase è utile elencare una serie di azioni concrete.

Creare un sito può essere il punto di partenza per farsi conoscere e comunicare ai propri amici dove trovare tutto il materiale musicale e non. Utile avere una newsletter per mandare le ultime novità. Condividere musica sulle piattaforme digitali a cominciare da Soundcloud fino a cercare un servizio per essere sui siti di streaming come Spotify e Apple Music. Condividere video su YouTube per instaurare un rapporto diretto con i potenziali fans. Suonare cover di brani o tutorial musicali aiuta ad essere visti da un pubblico più ampio.

Social e forum sono utili ma devono venire usati con cognizione. Inutile aggiungere migliaia di follower a caso: non cliccheranno mai su video o canzoni pubblicate. Oltre ad aggiungere amici potenzialmente interessati ad uno ad uno, cercare di inserirsi in gruppi e forum di generi affini. Per farsi conoscere utile fare pubblicità online con i servizi di Google e Facebook. Si possono contattare anche blogger e influencer di nicchia per proporre canzoni su siti e blog.

Concerti e live sono il mezzo ideale per farsi conoscere, sia che si tratti di suonare in locali, che di partecipare a festival o concorsi. Rivolgersi ad un ufficio stampa può servire utili per comunicare l’uscita di nuove canzoni o concerti ad un potenziale pubblico di addetti ai lavori, ma se un artista non è già famoso difficilmente i comunicati verranno presi in considerazione dai giornalisti e usciranno sui giornali.

Cercare il successo dentro di sè

L’efficacia delle azioni di marketing musicale va sempre verificata per apportare eventuali correzioni. Essere consapevoli delle proprie potenzialità è importante per tutti, ma ancora di più per musicisti o un cantanti che quotidianamente sottopongono un lavoro fatto di sogni ed emozioni, al giudizio di pubblico, critica o discografici. Scelte errate, fallimenti, speranze mal riposte, possono diventare barriere insormontabili anche per persone dotate di straordinario talento.

Al di là del marketing musicale la ricerca del successo passa anche attraverso una formidable consapevolezza. Il libro Maestro di te stesso si rivolge a studenti, professionisti e appassionati di musica, e a chiunque voglia valorizzare il proprio talento con la PNL (Programmazione Neuro Linguistica). Offre una serie di riflessioni ed esercizi pratici che indicano come potenziare la concentrazione, superare l’ansia da prestazione, gestire al meglio le emozioni e accrescere l’autostima per perseguire i propri obiettivi, liberandosi da pregiudizi e condizionamenti.

La Programmazione Neuro Linguistica é una teoria nata negli anni ’70 in America nel contesto delle terapie psicologiche, ma che via via è stata adottata in ambito aziendale, sportivo, politico, pubblicitario ed artistico. Vuole rendere le persone consapevoli dei meccanismi della comunicazione umana, insegnando a capire come i sensi filtrino le informazioni del mondo esterno. Può insomma servire ad affrontare con attitudine positiva tutti gli episodi della vita.

“Ognuno ha il talento che decide di avere”, si legge nella prefazione di Aldo Ciccolini, pianista e concertista. Sia sul piano artistico che nel marketing bisogna cominciare partendo dal giusto approccio: pensare ai risultati più che ai fallimenti; prestare attenzione ai feedback; spingersi oltre la zona di confort per rinnovare ed evolversi; adottare modelli di successo ed infine trovare dentro sè tutte le risorse per andare avanti.

Marketing musicale del futuro

Mentre l’intelligenza artificiale sta cominciando a creare canzoni e i deepfake vocali stanno sostituendo gli artisti in carne ed ossa, viene da chiedersi quale sia il futuro, non solo del marketing musicale, ma della stessa musica, a partire dalle modalità con cui viene prodotta e pensata da artisti e produttori. Vale la pena fare tanta fatica e investire in qualità, per alzare il livello del linguaggio musicale, se poi conta più curare la propria immagine per vendere merchandising?

Se è normale che l’industria musicale musicale si preoccupi fondamentalmente di aspetti commerciali, è necessario che la rivoluzione digitale sia una occasioni di crescita anche per i musicisti e il pubblico. Le canzoni in streaming non sono nient’altro che la trasposizione dei vecchi cd ed Lp nel mondo digitale, ma intorno tutto il resto è cambiato. Chi studia un strumento dieci anni al Conservatorio, è necessario che si formi anche dal punto di vista manageriale per gestire la propria carriera.

Il marketing musicale ha e avrà un ruolo sempre maggiore nel definire usi e consumi, ma anche nell’imporre un livello che si spera possa essere qualitativamente migliore. Per il bene della società anche il pubblico non potrà essere semplicemente considerato un mero consumatore disposto ad ascoltare passivamente qualsiasi cosa senza distinzione. La logica consumistica usa e getta non è più sostenibile, nemmeno nella musica.


Articolo precedenteNegozi sport online outlet articoli sportivi
Articolo successivoTerme centri benessere e spa in Italia
Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un imprenditore online, musicista, produttore e blogger. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. È il fondatore di Bintmusic.it, si occupa di comunicazione e scrive articoli di musica e dintorni, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.