Cos’è il marketing musicale e quali strategie servono per arrivare al pubblico al mondo d’oggi? Nello streaming il prodotto fisico non esiste, ma un artista deve conoscere i meccanismi della comunicazione e le nuove tecnologie

Con lo streaming che domina il mercato e si propone come unica alternativa all’ascolto di musica del futuro, le vecchie regole del marketing musicale per vendere dischi e comunicare un prodotto musicale non esistono più. Il rapporto tra musica e marketing in compenso è sempre più stretto, dato che per esistere come artisti o produttori nell’era delle playlist è necessario disporre di un pubblico molto più vasto rispetto al passato.

Dopo che per decenni le grandi case discografiche hanno gestito, non senza errori, tutta la filiera del mercato musicale, con l’avvento di internet si pensava che ai giovani artisti di talento per emergere bastasse un video con una chitarra nella stanzetta. Non è andata esattamente così. E’ vero, qualche artista emergente è spuntato dal nulla grazie ad internet, ma la strada del successo nella musica digitale è molto più complicata del previsto, specie per quei musicisti che credono ancora nel valore di un progetto musicale.

Marketing musicale e streaming

Nell’epoca dei social i fans si appassionano sempre più a tweet o pettegolezzi sui loro miti piuttosto che alle canzoni, che nella musica della finanza sono diventate semplice veicolo di click, dato che ogni flusso vale pochissimo, circa 0,004 euro. Per guadagnare qualcosa servono milioni di ascolti, ma per gli artisti più famosi e ricchi è comunque molto meglio sfruttare il carisma sul pubblico per vendere altri prodotti come profumi, cuffie, viaggi o altro. Sia che si tratti di shopping online, libri, canzoni o altri contenuti o prodotti, la formula dell’universo virtuale è semplice: più utenti, uguale più fatturato.

Il musicista è una specie di influencer? In un certo senso sì, anche se ovviamente cambiano completamente i messaggi in gioco e il rapporto identitario che si instaura con un artista o un blogger. Sta di fatto che se anche un Justin Bieber oramai racconta le sue giornate viziose sui social, mentre Madonna presenta linee di profumi in diretta, qualcosa nel marketing musicale deve essere molto cambiato rispetto ad un passato in cui l’artista era una specie di mito da osannare per sonorità dei dischi, testi, messaggi delle canzoni, abbigliamento o comportamenti sul palco.

Ma anche se nello streaming per far soldi non rimane che il merchandising con anessi e connessi, a volte con evidenti limiti che sfociano nella stupidità della proposta artistica, il ruolo della musica non è cambiato nel definire idee e pensieri, aggregando gruppi sociali. Il problema è che le band rivali di agguerriti fans oggi non si contendono più note, melodie, armonie, sogni ed emozioni, ma cose da acquistare al centro commerciale.

Evoluzione marketing musicale

La parola marketing, dall’inglese ‘to market’ (vendere), arriva da lontano. In America fin dai primi del ‘900 con lo sviluppo della produzione di massa di beni di largo consumo si intrapresero i primi studi per meglio conciliare domanda e offerta in base alla regola delle 4P: prodotto, prezzo, punto vendita e promozione. Nel campo dell’arte ed in particolare della musica ci si potrebbe aspettare qualcosa di diverso dal considerare le emozioni come merce da vendere e piazzare sul mercato alla stregua di un paio di scarpe. Eppure come abbiamo visto le cose non sono così semplici.

La musica pop è per definizione ‘popolare’ ed evidentemente ‘commerciale’, altrimenti non si spiegherebbe come mai i vari awards della musica Brit, Mtv, Echo Awards e chi più ne ha ne metta, premino principalmente la classifica dei brani e album più venduti. Non che questo sia un male: più risorse economiche possono significare più lavoro e opportunità da investire in ricerca e talenti. Ma oltre a osannare le vendite e i click, una classifica basata su una qualità estetica esiste e qualcuno è ancora disposto a farla?

Nella musica spesso si parla di crisi di vendite dovuta all’avvento delle nuove tecnologie, ma non si cita mai la crisi di creatività degli artisti, piuttosto che la scarsa curiosità degli ascoltatori. Eppure forse i due aspetti vanno di pari passo se oramai, più che della bellezza di un disco in senso artistico, si parla esclusivamente di mercato. Comunque la si pensi internet e i social network sembrano il luogo ideale per trasformare star musicali in testimonial pubblicitari capaci di vendere ogni genere di prodotto anche in barba a qualsiasi talento e contenuto artistico. Ma quali strategie di marketing musicale devono adottare invece gli artisti emergenti talentuosi per attrarre pubblico?

Come promuovere la propria musica

Il presupposto è che un musicista, cantante o produttore, o tutte e tre le cose insieme, abbia finalmente raggiunto il sogno di registrare un prodotto musicale. Il passo successivo è farlo ascoltare a parenti e amici, ma poi subito dopo nasce la domanda: come posso fare conoscere le mie canzoni ad un pubblico più ampio e vendere la mia musica? Un tempo questo era il ruolo della case discografiche che si prendevano tutti gli oneri del caso, oggi non più. Le etichette per mettere sotto contratto un artista vogliono già una base di fans di partenza. Come trovarli?

La prima cosa da fare per promuovere musica è analizzare le potenzialità del proprio prodotto nei confronti del mercato, stabilendo obiettivi a breve e lungo termine. Per far ciò potrebbe servire definire un budget minimo e massimo da investire che eventualmente può essere trovato anche attraverso i siti di crowfunding. Successivamente si passa alle vere strategie di marketing musicale da adottare su internet e nella vita reale.

  • Creare un sito può essere il punto di partenza per farsi conoscere e comunicare ai propri amici dove trovare tutto il materiale musicale e non. Implementare un servizio di newsletter per mandare le ultime novità
  • Condividere musica sulle piattaforme digitali a cominciare da Soundcloud fino a cercare un servizio per essere sui siti di streaming come Spotify e Apple Music
  • Condividere video su YouTube serve per instaurare un rapporto diretto con i potenziali fans. Pubblicare cover di brani o tutorial musicali aiuta ad essere visti da un pubblico più ampio
  • Social e forum sono utili ma devono venire usati con cognizione per inviare messaggi. Ottimo ma difficile aggiungere amici solo potenzialmente interessati ad uno ad uno, totalmente inutile aggiungere migliaia di follower a caso: non cliccheranno mai su video o canzoni pubblicate. Perfetto cercare di inserirsi in gruppi e forum di generi affini.
  • Pubblicità online per farsi conoscere su internet da fare attraverso i servizi di Google o quelli di Facebook o Twitter
  • Blogger e influencer di nicchia si possono contattare per proporre lavori in modo che ne parlino su siti e blog
  • Concerti e live sono il mezzo ideale per farsi conoscere sia che si tratti di suonare in locali che di partecipare a festival o concorsi.
  • Uffici stampa sono utili per fare conoscere musica e concerti ad un potenziale pubblico di addetti ai lavori, ma se un artista non è già famoso difficilmente i comunicati verranno presi in considerazione dai giornalisti e usciranno sui giornali