sfilate moda stilisti

Sono mesi, anni che si parla di crisi in ogni settore del mercato, o quasi: il mondo della moda e del lusso hanno battuto tutti i primati nel 2011 e i primi mesi del 2012 promettono ulteriori incrementi di fatturato.

Sembrerebbe incredibile che in momenti come questi c’è chi compera imperterrito capetti di abbigliamento, scarpe, orologi da svariate migliaia di euro. Eppure sono in tanti in tutto il mondo, se è vero come è vero che gli utili per molti marchi della moda italiana sono aumentati a due cifre. Qualche esempio? Tods nel 2011 ha aumentato gli utili del 23%, Valentino del 17,5%, Salvatore Ferragamo del 66% per non parlare di Prada che è cresciuto del 72%. D’accordo, le disparità sono sempre più ampie tra ricchi e poveri in tutto il mondo e anche in Italia, ma dove si vendono questi prodotti?

C’è da dire che oltre due terzi di quanto produce la moda italiana viene venduta oltre confine e non in Europa o America, ma ai nuovi ricchi dell’America Latina e di paesi asiatici come Cina, India e Indonesia. Il resto ai turisti che per fortuna bazzicano le vetrine di Montenapoleone o Via dei Condotti portando un pò di ossigeno al made in Italy, mentre secondo le statistiche gli italiani a potersi permettere spese pazze sarebbero circa 200mila.