Mamma single sorride con mani sulla testa

Crescono le mamme single per scelta che decidono di avere figli anche senza partner, mantenendosi da sole. Ma sono in aumento anche le madri sole con bambini piccoli che faticano a gestire i costi dell’intera famiglia

Il fenomeno delle mamme single è cominciato alcuni anni fa in America, spinto da vari motivi di carattere sociale ed economico, ma ora riguarda molte famiglie in Europa e Italia. Le dinamiche possono essere differenti, tanto che alcune donne scelgono la soluzione mono familiare come sfida consapevole. Altre invece si trovano da sole in seguito a separazioni e divorzi più o meno consensuali.

La differente definizione di mamme single per scelta o di donne sole ha anche a che vedere con l’ambivalenza di opinioni verso i ruoli tradizionali di uomo e donna. In America circa la metà della popolazione, per il bene dei bambini sostiene che a casa è meglio ci sia la mamma e non il padre. In Italia la situazione è anche peggiore a discapito della famiglia: il discorso vale per la tenuta del matrimonio che si pensa venga messo a rischio se la donna lavora troppo e dalle mamme in carriera.

Mamme single per scelta

La percentuale di mamme single che decidono di allevare un bambino senza il supporto del partner nella società americana è quindi più elevata rispetto al resto dei paesi sviluppati. Varie sono le cause, non ultima è la crisi finanziaria che crea tensione nella coppia e diventa motivo principale di separazione. Il problema economico è il principale attore: per vivere da soli è necessario avere un lavoro non troppo impegnativo che offra un ottimo stipendio. Si tratta di una situazione privilegiata che poche donne possono permettersi di questi tempi: alla fatica di trovare un’occupazione spesso sottopagata si aggiunge all’assoluta inesistenza di supporti materiali.

L’analisi del fenomeno americano la dice lunga sull’importanza del denaro. Le famiglie con mamme single americane, con figli fino a 18 anni, rappresentano circa il 40% del totale con un 63% di ragazze madri, contro l’11% nel 1960. Secondo uno studio pubblicato tempo fa dal Pew Research Center, esperto nel misurare i trend sociali e demografici, in questo caso si tratterebbe di scelta di vita in cui le donne sono anche l’unica fonte esclusiva o prioritaria di sostentamento. Non è un caso, dato che in America il 37% delle donne sposate percepiscono un reddito più elevato dei mariti, specialmente tra bianchi e coppie più anziane con istruzione universitaria.

Donne single o madri sole?

Gli ultimi dati relativi al 2016 dicono che le mamme single in Italia con almeno 1 figlio minore sono oltre 1 milione, il 15,8% del totale delle famiglie con figli, di cui il 57,6% composte da separate o divorziate. interessante notare come l’Istat chiami le mamme con figli madri sole in uno studio da cui emerge anche un trend sorprendente. Nel 1983 erano 468 mila, un terzo in meno anche su base percentuale. Purtroppo sono le difficoltà economiche sono frequenti anche in mancanza di supporti adeguati da parte dello Stato.

In Italia la spesa pro capite destinata a famiglia e natalità è circa la metà rispetto alla Francia. Questo è anche uno dei motivi per cui si fanno meno figli, ma la situazione dal punto di vista assistenziale offre qualche appiglio. Esistono diritti e agevolazioni per genitore singolo dipendente di azienda con uno stipendio, ad esempio il Congedo di maternità, che copre i primi cinque mesi del neonato e quello parentale fino all’ottavo mese l’indennità è del 30% dello stipendio per poi ridursi a zero fino al dodicesimo mese.

Poi ci sono gli assegni familiari calcolati dall’INPS in base al numero del nucleo familiare e al reddito percepito (fino al raggiungimento della maggiore età del figlio a carico e il Bonus bebè. Si tratta di assegni elargiti dal momento della nascita del bambino fino al compimento del primo anno di età. Bonus mamma di 800 euro erogati a partire del settimo mese di gravidanza per far fronte a tutte le spese della futura nascita. Novità dovrebbero arrivare prossimamente con la nuova legge di bilancio che prevede un assegno unico e alcune modifiche vantaggiose rispetto alla precedente legge, come l’erogazione di un assegno per ogni singolo figlio a carico secondo l’età, bonus per pagare asilo nido e altre agevolazioni.

Mamme single con figli

In attesa che arrivino gli aiuti da parte dello stato, tante donne cercano una carriera professionale tra mille problemi per organizzarsi tra lavoro casa e famiglia e tra gli svantaggi di genere si emancipano economicamente e socialmente. Se il problema fondamentale del gender gap è economico, sono vistosamente in aumento anche le donne che decidono di essere mamme single a tutti gli effetti, procreando in modo autonomo grazie alla scienza e senza bisogno di incontrare un partner. In Inghilterra ad esempio sono più che raddoppiate negli ultimi dieci anni.

A tutti gli effetti definite mamme single per scelta, portano avanti la gravidanza da sole con inseminazione artificiale da donatori sconosciuti e ad oggi rappresentano almeno il dieci per cento dei pazienti che si rivolgono alle cliniche specializzate in fecondazione assistita per problemi di infertilità e non solo. Decidono di intraprendere questo percorso anche ragazze giovani, ma soprattutto donne in carriera certamente orgogliose di un ruolo che hanno conquistato sul lavoro. E dato che l’orologio biologico non fa sconti, non vogliono aspettare che sia troppo tardi ad avere un figlio prima che si presenti l’uomo giusto.