Se n’è andato Lucio Dalla, colpito da un infarto improvviso a Montreux, mentre si trovava in Svizzera per un breve tour.

Una carriera durata 50 anni che attraversa tutta la musica leggera italiana partendo dalla passione per il jazz fino a quella per la canzone d’autore e la musica lirica. Non si contano le sue canzoni diventate ever green per un pubblico italiano di tutte le età che ha incontrato per l’ultima volta nello scorso Sanremo in veste di direttore d’orchestra insieme al giovane Pierdavide Carone con il brano Nanì. Dalla, che fu convinto da Gino Paoli nel 1963 ad affrontare la carriera da solista, si impose all’attenzione del grande pubblico dopo avere partecipato a vari Sanremo nel 1971 con ‘4 marzo 1943’ e nel 1972 con ‘Piazza Grande’, ma il grande successo arrivò nel 1977 con l’album ‘Come è profondo il mare’ e nei successivi dischi con brani come ‘L’anno che verrà’ o ‘Futura’.

Seguono le collaborazioni con De Gregori da cui il disco ‘Banana Republic’, quelle con Gianni Morandi e il doppio live DallAmeriCaruso con l’inedito ‘Caruso’, certamente uno dei brani più noti di un Lucio Dalla con il quale non se ne va solo un cantante, un poeta e un grande interprete, ma certamente anche un simbolo di un anticonformismo geniale che ha prodotto la storia della musica italiana e del suo costume. Per questo anche nelle parole di cordoglio dei suoi colleghi ancora increduli, per una volta c’è davvero tutta la sincera stima e amicizia del mondo della musica italiana.