Lp in vinile su giradischi 33 giri

Gli lp in vinile hanno oltre 70 anni ma non li dimostrano. Mentre lo streaming imperversa nel mercato musicale, sempre più appassionati vanno alla ricerca di dischi a 33 giri per gustare la migliore musica dal sapore vintage

Dati per finiti mille volte prima con l’avvento dei cd e dopo degli mp3 e della musica digitali, malgrado tutto gli Lp in vinile godono ancora oggi di ottima salute. Il primo long playing della storia destinato a sostituire il 78 giri venne stampato dalla Columbia Records il 21 giugno 1948, un anno prima dell’uscita sul mercato del 45 giri prodotto dalla Rca.

C’è chi adora gli Lp in vinile perla loro presunta fragilità che necessità di attenzione e cura. Chi si lamenta della dimensione e del peso degli album a 33 giri, quando altri amano mettere in mostra il loro bel giradischi. Certo durano troppo poco, bisogna girare il disco per ascoltare il lato b. Il vinile è roba da nostalgici, da giovani in cerca di emozioni vintage o da puri cultori del suono profondo e ricco di particolari capaci di emozionare come in un live? Chissà, tra vinili, cd e mp3 si ha a che fare proprio con modi differenti di intendere la musica e forse non solo quella. In ogni caso i loro fans sono in costante aumento.

Vendite Lp in vinile

Basta guardare i dati sulle vendite degli Lp in vinile degli ultimi anni per capire come il trend sia in costante crescita. Dati per morti nel 1980 con l’avvento del più comodo cd, di cui i puristi non apprezzeranno mai il suono digitale, i dischi a 33 giri malgrado i fruscii si sono ampiamente presi la loro rivincita. Ancora oggi tutti gli artisti pop propongono la versione in vinile dei loro album, non solo per nostalgici alla ricerca del passato.

Sarà pure un mercato di nicchia, ma le cifre del fatturato e il successo di eventi come il Record Store Day sono lì a dimostrare che la musica non può essere solo fatta di click dello streaming. Se le vendite in Italia sono praticamente costanti negli ultimi anni con ricavi sopra i 2 milioni di euro all’anno a rappresentare il settimo mercato al mondo, in America e Inghilterra la crescita delle vendite di dischi in vinile è a due cifre da alcuni anni. Quali sono i dischi più venduti?

Oltre a Beatles e Rolling Stones che vanno alla grande con le ristampe dei loro lavori e ai collezionisti che si scambiano pezzi rari originali su eBay e sui mercatini online, una quota di circa il 5% rappresenta le vendite di Lp di ogni nuovo disco venduto. Ovviamente si tratta di una quota ridotta rispetto al mercato complessivo della musica, ma in America e Inghilterra le loro vendite crescono a doppia cifra da molti anni con un fatturato a livello globale che non si vedeva dal 1997.

Ultra Lp oltre il vinile

Da molti anni il vinile è alla ribalta delle cronache per essere l’unico supporto musicale fisico o digitale immune alla crisi. Che del vinile si tratti di una vera e propria rinascita lo testimoniano anche gli ultimi dati di mercato, con l’Lp che resta l’unico supporto fisico in crescita costante mentre cd e download arrancano, tanto da spingere gli artisti a sfruttare questo boom anche in modo originale inventando nuovi supporti fisici.

Il VinylDISC, un ibrido metà lp e metà cd, ad esempio si poteva ascoltare sia su lettori di cd che su giradischi, ma non sembra avere avuto un grande successo tra il pubblico. Un altro artista ha però pensato di costruire la propria carriera basandosi su un formale vintage ma innovativo: l’Ultra Lp. Questo nuovo formato rimane in ambito analogico, aggiungendo contenuti musicali sfruttando la forma dei microsolchi. A realizzarlo è stato Jack White, musicista rock che nel 2001 ha fondato una etichetta discografica con lo scopo di produrre dischi in vinile unici, quanto possibile belli e che facciano parlare di sè. Ad esempio il suo disco ‘Lazzaretto’ stabilì il record per il vinile di più veloce mai realizzato: 3 ore, 55 minuti e 21 secondi dal concerto live fino alla sua stampa.