spaghetti al sugo

Forse siamo abituati a pensare all’uso della lingua inglese nelle canzoni italiane piuttosto che il contrario. Eppure la lingua italiana nella musica leggera straniera non solo è presente ma prospera in epoche e generi differenti a cominciare da Dean Martin e Elvis Presley fino all’hip hop o all’heavy metal. Non è certo una novità, ci sono state epoche in cui l’italiano è stata la lingua del bel canto per eccellenza.

Basti pensare all’opera lirica fin dagli inizi arricchita nel vocabolario dalla scuola napoletana, romana e veneziana per arrivare al melodramma dell’ottocento e novecento di Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi. Caruso, Modugno, Bocelli, ma anche Laura Pausin, Zucchero o Eros Ramazzotti sono nel bene e nel male interpreti della fama dell’italiano all’estero così come nella musica anche nella cultura, tra stereotipi di dolce vita e amore romantico, fino a cadere sulle parodie di macismo o della malavita.

In ogni caso il successo della musica italiana all’estero e di ciò che di buono interpreta e rappresenta è tale che alla fine sono gli stessi cantanti stranieri a cantare nella nostra lingua: tedeschi, francesi, svedesi, turchi, ma ovviamente anche americani e canadesi. Per chi volesse saperne di più su questa mescolanza di sensibilità, luoghi e prodotti del made in Italy, il linguista Stefano Telve ha realizzato un saggio intitolato ‘That’s Amore’ edito dal Mulino. C’è un pò di tutto, forse può aiutare a capire meglio perchè nel bel paese la musica, malgrado tutto, è davvero ancora importante.