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Pensavate che i licei fossero il posto migliore dove mandare i figli per prepararli all’università? Sbagliato. Secondo una indagine della Fondazione Agnelli gli studenti degli Istituti Tecnici hanno risultati migliori.

Una notizia che certo non farà cambiare idea a chi sostiene che il liceo sia il posto migliore dove far crescere pargoli degni di una formazione completa e di qualità per il salto nel mondo dell’università, del lavoro e della vita. Però certo una bella rivincita per gli studenti degli istutiti tecnici e professionali da sempre considerati scuole di serie B.

La ricerca in 4 grandi regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emila Romagna e Calabria) su 145mila studenti non lascia dubbi: tra le prime 10 scuole superiori che hanno permesso agli allievi di ottenere i migliori risultati al primo anno di università in quasi tutte le regioni l’80% sono istituti tecnici.

Ma c’è di più, non solo i tecnici fanno meglio dei licei (i classici spesso spariscono dalla classifica), ma al posto delle blasonate scuole paritarie o private spesso frequentate dai rampolli della intellighenzia borghese delle grandi città, vanno meglio le scuole di provincia.

Così in Lombardia primo è l’Istituto tecnico commerciale di Desio (solo quinto il liceo scientifico Volta di Milano), in Piemonte l’Istituto Superiore Denina di Saluzzo, in Calabria quello di Cutro e in Emilia il tecnico industriale E. Fermi di Modena.

Alla fine è comunque più probabile che gli studenti dei licei finiscano l’università, magari fuori corso di 10 anni, mantenuti da mamma e papà: è noto che chi frequenta i licei ha alle spalle famiglie che mediamente hanno maggiori possibilità economiche. Agli altri non resta che dimostare di essere più bravi, sperando serva a qualcosa per trovare lavoro e realizzarsi in una società dove le disparità sono sempre più grandi.