biblioteca libri da leggere

Sempre più richiesto è il prestito di libri da leggere nelle biblioteche nazionali dove si registra un numero crescente di iscrizioni al servizio pubblico comunale, mentre le librerie accusano il colpo della crisi e pensano a soluzioni alternative sul mercato

Iniziative e aperture prolungate, insieme alla crisi incombente, portano a rivalutare il ruolo della biblioteca come luogo di consultazione per libri da leggere ma anche di attività culturali rivolte principalmente ai bambini e ragazzi. A questo proposito il portale dell’Associazione Italiana Biblioteche è un canale privilegiato per capire come si muove il mondo attorno al sistema bibliotecario italiano attraverso attività e progetti che ogni anni si rinnovano oltre a tutta una serie di informazioni per individuare in rete cataloghi delle biblioteche presenti sul territorio.

I dati parlano chiaro dell’aumento di libri da leggere in prestito nelle biblioteche di tutta Italia, in particolare a Palermo dove si registra un aumento considerevole di iscritti negli ultimi anni mentre più discreta quella di Milano che si ferma al 13% circa. Il problema riguarda principalmente l’aumento del costo della scuola registrato da Federconsumatori che tra libri e dizionari valuta una spesa di circa 500 euro per studente che inizia la scuola media e quella superiore. Ecco che tra le soluzioni consigliate il prestito in biblioteca di dizionari e libri può essere una valida alternativa insieme ai mercatini dell’usato e alla versione elettronica.

Da non sottovalutare è la nuova realtà delle Biblioteche digitali che si sta diffondendo anche in Italia dove è possibile prendere in prestito libri da leggere in versione digitale. L’esempio è MediaLibraryOnLine presente dal 2009 con un portale ricco di novità e suggerimenti per una ricerca di e-book, audiolibri, musica, videogiochi e molto altro… una vera rete di materiale messe a disposizione di molte biblioteche a condivisione del progetto.

Per ora biblioteche elettroniche di questo tipo sono ancora poco frequentate mentre resta comunque il problema degli investimenti, sia in libri da leggere nuovi che in iniziative per l’aggiornamento culturale che dovrebbero rivestire le biblioteche tradizionali come luogo di aggregazione sociale dove l’anziano può recarsi per leggersi il giornale e giocare a scacchi e i bambini per scegliere i libri preferiti, ascoltare storie e assistere a spettacoli di teatro magari in supporto a programmi scolastici strutturati.

Ma non dovrebbero essere le librerie a supportare e incentivare insieme alle biblioteche alla lettura? Purtroppo il panorama non è consolante, almeno in questa fase in cui il restyling è d’obbligo soprattutto per quelle indipendenti alle prese con la crisi del libro cartaceo. E così, mentre i libri da leggere si vendono scontati un tanto al chilo al supermercato, resistono aperte solo le grande catene i grado di competere a livello di offerta e di prezzi.