Ragazza legge un libro

Leggere libri fa bene, rende più consapevoli e felici. Romanzi e saggi hanno a che vedere con la soddisfazione personale, ma l’attitudine di un popolo alla lettura influisce anche sul suo futuro: perchè in Italia si legge poco?

Leggere libri è una attività semplice e alla portata di tutti e può davvero migliorare la vita. Insieme ad attività come suonare o camminare, è un antidoto ad un mondo che incita le persone solo a consumare per esistere. Passare la vita sperando di guadagnare più soldi da spendere al centro commerciale, o facendo shopping online, non è un buon viatico per la felicità. Il rischio è diventare macchine perfette per fare acquisti 24 ore al giorno. Per essere felici nel mondo odierno bisogna coltivare anticorpi per proteggere l’anima e il cervello dal continuo bombardamento di stimoli che arrivano da pubblicità e comunicazione, sempre più potenti e mirati su ciò che pensiamo e scriviamo anche quando navighiamo sui social network.

Gli stessi economisti iniziano a parlare di finanza etica e a pensare che considerare il benessere delle nazioni solo come punti di Pil e ricchezza non abbia alcun senso se non rapportato alla qualità della vita e allo stile di vita effettivo delle persone. Sono le stesse persone, sempre più stressate o impaurite davanti a pandemie o crisi economiche o ambientali, ad accorgersene. C’è chi teorizza si possa lavorare meno per essere più felici, mentre altri sostengono la gioia del meno. Si tratta di sostituire il superfluo e l’inutile con uno stile di vita minimalista fatto da poche cose che fanno davvero stare bene e rendono felici. Come coltivare passioni, suonare uno strumento, camminare o appunto leggere libri.

Perchè leggere libri fa bene?

Intere pagine di giornali sono dedicate al benessere e le riviste maschili e femminili parlano di corpo e mente, soldi e realizzazione professionale, viaggi o amore. Spesso bastano semplici cambiamenti che riguardano gli stili di vita quotidiani ad influire profondamente sulla nostra soddisfazione personale. Nel caso della lettura c’è una spiegazione evolutiva, dato che la capacità narrativa, seguita dalla scrittura e lettura, sono abilità fondamentali che hanno permesso all’Homo Sapiens di trasmettere le conoscenze.

Leggere libri migliora il proprio vocabolario, la capacità di argomentare, di scrivere e quindi la propria autostima. Procura benessere e fa stare meglio. La lettura migliora la memoria, il pensiero analitico e la capacità di osservare la realtà sotto diversi punti di vista. Leggendo aumenta anche la concentrazione e l’abitudine a focalizzare l’attenzione su dettagli importanti che aiutano a scegliere un percorso di vita. É dimostrato che chi legge fa anche più sport. Iniziare fin da bambini a leggere libri è fondamentale per ottenere buoni risultati scolastici e diventare adulti soddisfatti della vita.

Quali generi letterari preferire?

Tutti i libri hanno un effetto positivo e protettivo sulla mente umana, offrono benefici cognitivi e influenzano il modo di ragionare. Nei bambini i racconti e le favole stimolano fantasia, il linguaggio ed aprono nuovi orizzonti comunicativi ed emozionali. Negli adulti la lettura è sempre un allenamento positivo per la mente, ma l’effetto può cambiare a seconda si tratti di romanzi di genere più semplici e rassicuranti, o opere letterarie più complesse, che vanno più in profondità nelle situazioni e nei personaggi, scardinando le nostre credenze.

Gli studiosi di scienze cognitive sostengono quindi che non tutte le letture siano uguali e che spesso le preferenze sui generi letterari seguano il profilo psicologico dei lettori, se non direttamente le loro capacità cognitive. Tra chi vuole essere rassicurato con romanzi di genere o colpito nel profondo, c’è poi chi sceglie anche romanzi con un linguaggio e argomenti molto crudi o violenti capaci di evocare forti emozioni e magari di avere un lieto fine rassicurante.

Lettura benessere e felicità

Ma come influisce la capacità di leggere libri con la felicità? Proprio sull’importanza della lettura, anche come modo per ricercare il benessere, qualche tempo fa il gruppo editoriale Gems ha realizzato uno studio su un campione di oltre 1000 persone. Secondo i calcoli realizzati sull’indice medio di felicità del metodo Veenhoven leggere libri può effettivamente aumentare la soddisfazione personale. In una scala da 1 a 10, chi legge è a quota 7,44 contro 7,21 dei non lettori. Gli appassionati di lettura avrebbero più emozioni positive anche secondo la scala Diener. In un punteggio da 6 a 30, sale a 21,69 il livello dei lettori contro un 17,47 dei non lettori. In generale leggere libri è anche uno dei maggiori generatori di felicità del tempo libero.

La lettura si piazza al quarto posto dopo fare sport, ascoltare musica, vedere mostre o andare ai concerti. I risultati dello studio indicano chiaramente che l’abitudine alla lettura in formato cartaceo o elettronico rende le persone più felici rispetto a chi non legge. Hanno molto da perdere insomma quel 58,6% di italiani che secondo le statistiche Istat non leggono nemmeno un libro all’anno. Chi non legge non è solo inconsapevole di ciò che succede nel mondo e facile preda di imbonitori seriali a livello politico e non. Spesso si tratta di persone anche più infelici, arrabbiate e insoddisfatte.

Il numero di libri letti è insomma un vero e proprio indicatore della soddisfazione personale e della felicità di una nazione. Conoscere quanti libri leggono gli italiani quindi non serve solo a comprendere eventuali crisi o successi dell’editoria, ma è utile proprio ad interpretare la società italiana nel suo complesso. Dicevamo che leggere libri aumenta la soddisfazione personale, rende più felici, consapevoli, liberi e attivi da un punto di vista culturale e sociale. Ci sono molti studi che sottolineano come la lettura sia anche tra le attività più stimolanti per la mente e il cervello dell’uomo.

Lettura come biblioterapia

Sopra la porta d’ingresso della biblioteca di Tebe una iscrizione definiva la lettura come luogo di guarigione per l’anima. Di Biblioterapia e di come leggere libri abbia anche uno scopo terapeutico, si inizia a parlare nel 1916 su un articolo della rivista letteraria The Atlantic Monthly. Anche Sigmund Freud utilizzava la letteratura durante le sessioni di psicoanalisi, mentre i soldati, per guarire dai traumi psicologici al ritorno della prima guerra mondiale, partecipavano a corsi di lettura.

Chi ama leggere libri conosce perfettamente il loro potere auto curante, gli effetti benefici sulla salute mentale e l’importanza che la lettura ha nelle relazioni con gli altri. Studi scientifici avvalorano questa tesi: da metà anni novanta si parla della teoria dei neuroni specchio. Quando leggiamo un’esperienza o un pensiero su un libro, il nostro cervello è stimolato come fossimo noi i protagonisti. Ecco perchè chi legge molto é in grado di provare più empatia verso gli altri.

Leggere libri allora non è solo un fatto di cultura, conoscenza e consapevolezza. Non consente solo di analizzare il mondo sotto varie angolature e molteplici profili, allargando gli orizzonti e stimolando l’apertura mentale che rende liberi e dotati di sano spirito critico. I libri sono compagni di vita fidati e offrono stimoli inesauribili che possono far riflettere e sognare. Fanno stare meglio con se stessi e gli altri e alla fine possono pure aumentare la ricchezza personale. Molto meglio di fare shopping al centro commerciale, anche se non tutti sembrano capirlo, specialmente in Italia.

Quanti libri si leggono in Italia?

Dopo tutte queste premesse ci si potrebbe aspettare di vedere lunghe code fuori dai negozi di libri e librerie online impossibili da raggiungere per il troppo traffico. Bambini, adulti e anziani in attesa di acquistare l’ennesimo libro dell’anno. Tutti a scambiarsi volumi di racconti e a raccontarsi storie di sogni, drammi, speranze capaci di cambiare la vita. Ovviamente non succede nulla di tutto questo. Secondo i dati Istat relativi agli scorsi anni, legge almeno 1 libro all’anno solo il 40,5 % della popolazione italiana.

Non legge nemmeno un libro il 59,5% degli italiani sopra i 6 anni. Le donne (47,1% ) leggono più degli uomini (33,5%). Legge un libro al mese solo il 12,6% dei maschi e il 15% delle femmine. Ma com’è possibile che oltre 24 milioni di persone non leggano nulla? Evidentemente non sanno cosa si perdono. Il punto è che nessuno glielo spiega, se non la famiglia. Infatti leggono il 66,9% dei ragazzi che hanno genitori lettori, contro il 30,8% di chi non ha in famiglia nessuno che legge libri.

La scuola non insegna a leggere? Certo serve a qualcosa. In generale leggono più i laureati (73,6%) che i diplomati (48,9%) e nella fascia scolare tra 11 e 19 i lettori salgono al 51,1% della popolazione. Il problema è che il 10,1% delle famiglie non ha nemmeno un libro in casa. Il 63,2% ne ha al massimo 100, mentre gli ebook sono stati letti o scaricati dal 7,3% della popolazione. Esiste qualche differenza tra città e piccoli comuni sotto 2000 abitanti (51% contro 38,1%) e grandi differenze tra nord, sud Italia e isole, dove addirittura più di 2 persone su tre non leggono nemmeno un libro all’anno.

Quanti libri leggono altre nazioni?

Per avere una visione più completa della situazione è bene dare un occhio anche a quello che succede nel mondo. Nei paesi del centro e nord Europa la percentuale di chi ama leggere libri è superiore al 75% con punte dell’89% in Svezia. Sotto il 60% oltre all’Italia ci sono solo Cipro, Romania, Ungheria, Grecia e Portogallo al 40%. Nella classifica del tempo che le persone dedicano alla lettura settimanalmente, l’Italia è al 25 esimo posto su 30 nazioni: 5 ore e 36 minuti. Prima è l’India con oltre 10 ore, seguita da Tailandia, Cina e Filippine.

Certo la crisi economica in Italia non ha fatto altro che aggravare la situazione. Ma non basta a giustificare il fenomeno. È vero che gli italiani, specialmente tra il 2010 e il 2014 hanno ridotto in generale l’acquisto di beni e prodotti del 6%, ma nel comparto libri e giornali la riduzione è stata del 18%, pur rappresentando solo lo 0,4 e 0,6% del budget familiare. I bonus ai diciottenni non sono serviti a nulla.

In Italia leggere libri non é di moda perché manca una strategia complessiva che metta al centro la qualità dell’educazione e della formazione culturale e sociale. Fin dall’asilo le società evolute dovrebbero insegnare l’importanza di leggere libri, e da adulti vedere come viene premiato il merito. Le persone capirebbero subito a cosa serve leggere se avessero esempi degni a cui ispirarsi e una classe dirigente formata da persone colte, intelligenti, consapevoli e sensibili. Quel tanto che basta per desiderare che tutti i cittadini si possano innamorare alla lettura.