Ragazza legge un libro

Leggere libri è una attività semplice, alla portata di tutti e che può migliorare la vita. La passione della lettura, insieme ad attività come suonare o camminare, è un antidoto ad un mondo che sembra incitare le persone solo ad avere, consumare e invidiare per esistere. Ma passare la vita sperando di guadagnare più soldi da spendere al centro commerciale o facendo shopping online non è un buon viatico per la felicità.

Leggere libri fa bene perchè aiuta a dare un senso alla vita, o quantomeno a ricercarlo, al di là del vorace mercato del consumo. Serve a  coltivare anticorpi per proteggere l’anima e il cervello dal continuo bombardamento di stimoli e condizionamenti sempre più potenti che arrivano da pubblicità, comunicazione, informazione e social online. Non a caso la passione della lettura può influire sulla felicità e sul benessere personale.

Indice

Leggere è naturale

Crisi economiche e pandemiche, guerre, disparità crescenti, migrazioni di massa e innalzamento climatico sono in qualche modo collegate. Sono le stesse persone, sempre più stressate o impaurite ad accorgersene. Mentre ecologisti e scienziati avvertono sui pericoli che stiamo correndo, gli economisti iniziano a parlare di finanza etica e a considerare il benessere delle nazioni non solo come punti di Pil e ricchezza, ma come qualità della vita delle persone.

Come aumentare la soddisfazione personale? Tutti se lo chiedono e intere pagine di giornali e riviste sono dedicate al benessere: parlano di corpo e mente, soldi e realizzazione professionale, viaggi o amore. Per essere più felici c’è chi teorizza si debba lavorare meno, mentre altri sostengono si possa sostituire il superfluo e l’inutile con uno stile di vita minimalista fatto da cose che fanno davvero stare bene e rendono felici.

Leggendo le statistiche sulle città più vivibili si scopre che semplici cambiamenti che riguardano gli stili di vita quotidiani possono influire profondamente sulla soddisfazione personale. Ad esempio coltivare passioni, suonare uno strumento, camminare o leggere libri. In questo caso c’è una spiegazione evolutiva, dato che capacità narrativa, scrittura e lettura sono abilità che hanno permesso all’Homo Sapiens di trasmettere la conoscenza e di evolversi. Che la lettura sia parte della natura evolutiva umana lo si scopre analizzandone i benefici.

Leggere libri fa bene

Leggere libri fa bene perchè migliora il vocabolario, la capacità di argomentare, di scrivere e quindi la propria autostima. La lettura procura benessere e fa stare meglio, migliora la memoria, il pensiero analitico e la capacità di osservare la realtà sotto diversi punti di vista. Leggendo aumenta anche la concentrazione e l’abitudine a focalizzare l’attenzione su dettagli importanti che aiutano a scegliere un percorso di vita. É dimostrato che chi legge fa anche più sport.

Leggere libri fin da bambini è fondamentale per ottenere buoni risultati scolastici e diventare adulti soddisfatti della vita. I libri per bambini hanno l’incredibile potere di aprire la mente e aiutano a comprendere la complessità dell’animo umano. Storie, avventure, personaggi concatenati da relazioni, cause e conseguenze insegnano ad affrontare la realtà, a confrontarsi, immedesimarsi, rapportarsi alle persone con consapevolezza anche nel mondo nel reale, a sviluppare comprensione e quindi a riconoscere il valore della gentilezza.

Leggere libri obbliga bambini e adulti ad andare in profondità, a non rimanere in superficie come viceversa accade guardando passivamente video e tv. Indipendentemente dalla comunicazione pubblicitaria invadente, quando l’uomo fruisce solo di immagini tende a concentrarsi sull’aspetto esteriore ed è spinto a semplificare e ad immedesimarsi in una cultura conforme alla massa. La lettura sviluppa empatia e comprensione che possono aiutare nei momenti difficili o rendere più felici.

Lettura e biblioterapia

Sopra la porta d’ingresso della biblioteca di Tebe una iscrizione definiva la lettura come luogo di guarigione per l’anima. Di Biblioterapia e di come leggere libri abbia anche uno scopo terapeutico, si inizia a parlare nel 1916 su un articolo della rivista letteraria The Atlantic Monthly. Anche Sigmund Freud utilizzava la letteratura durante le sessioni di psicoanalisi, mentre i soldati, per guarire dai traumi psicologici al ritorno della prima guerra mondiale, partecipavano a corsi di lettura.

Chi ama leggere libri conosce perfettamente il potere auto curante, gli effetti benefici sulla salute mentale e l’importanza che la lettura ha nelle relazioni con gli altri. Studi scientifici avvalorano questa tesi: da metà anni novanta si parla della teoria dei neuroni specchio. Quando leggiamo un’esperienza o un pensiero su un libro, il nostro cervello è stimolato come fossimo protagonisti. Ecco perchè chi legge molto é in grado di provare più empatia verso gli altri.

Leggere libri apre la mente e rende più liberi perché consente di analizzare il mondo sotto varie angolature stimolando conoscenza, consapevolezza e spirito critico. I libri sono compagni di vita fidati e offrono stimoli inesauribili che possono far riflettere e sognare. Fanno stare meglio con sé stessi e gli altri e possono aumentare la ricchezza personale. Molto meglio di fare shopping al centro commerciale, anche se non tutti sembrano capirlo, specialmente in Italia.

Leggere libri rende felici

Sull’importanza della lettura nella ricerca del benessere qualche tempo fa il gruppo editoriale Gems ha realizzato uno studio su un campione di oltre 1000 persone. Secondo i calcoli realizzati sull’indice medio di felicità del metodo Veenhoven leggere libri può effettivamente aumentare la soddisfazione personale. In una scala da 1 a 10, chi legge è a quota 7,44 contro 7,21 dei non lettori.

Gli appassionati di lettura avrebbero più emozioni positive anche secondo la scala Diener. In un punteggio da 6 a 30, sale a 21,69 il livello dei lettori contro un 17,47 dei non lettori. In generale leggere libri è anche uno dei maggiori generatori di felicità del tempo libero. La lettura si piazza al quarto posto dopo fare sport, ascoltare musica, vedere mostre o andare ai concerti.

Leggere libri in formato cartaceo o elettronico rende le persone più felici rispetto a chi non legge. Hanno molto da perdere insomma quel 58,6% di italiani che secondo le statistiche Istat non leggono nemmeno un libro all’anno. Chi non legge non è solo inconsapevole di ciò che succede nel mondo e facile preda di fake news e imbonitori seriali a livello politico e non. Spesso si tratta di persone anche più infelici, arrabbiate e insoddisfatte.

Quali libri leggere?

Tutti i libri hanno un effetto positivo e protettivo sulla mente umana, offrono benefici cognitivi e influenzano il modo di ragionare. Nei bambini i racconti e le favole stimolano fantasia, il linguaggio ed aprono nuovi orizzonti comunicativi ed emozionali. Negli adulti la lettura è sempre un allenamento positivo per la mente, ma l’effetto può cambiare a seconda si tratti di romanzi di genere più semplici e rassicuranti, o opere letterarie più complesse, che vanno più in profondità nelle situazioni e nei personaggi, scardinando le nostre credenze.

Gli studiosi di scienze cognitive sostengono che non tutte le letture siano uguali. Le preferenze sui generi letterari seguono il profilo psicologico dei lettori, se non direttamente le capacità cognitive. Tra chi vuole essere rassicurato con romanzi di genere o colpito nel profondo, c’è poi chi sceglie anche romanzi con un linguaggio e argomenti molto crudi o violenti capaci di evocare forti emozioni e magari di avere un lieto fine rassicurante.

Quanto si legge in Italia?

Secondo i dati Istat in Italia legge almeno 1 libro all’anno solo il 40,5 % della popolazione (12,6% dei maschi e il 15% delle femmine), mentre 24 milioni di persone sopra i 6 anni (59,5%) non legge nulla. Se il 10,1% delle famiglie italiane non ha nemmeno un libro in casa, il 63,2% ne ha al massimo 100, mentre gli ebook sono letti o scaricati dal 7,3% della popolazione.

La propensione alla lettura di una nazione non riguarda crisi o successi dell’editoria, ma serve a comprendere ed interpretare la società nel suo complesso. Non leggere libri è strettamente legato alle condizioni socio economiche e culturali delle famiglie. Leggono il 66,9% dei ragazzi che hanno genitori lettori, contro il 30,8% di chi non ha in famiglia nessuno che legge libri. Leggono più i laureati (73,6%) dei diplomati (48,9%) e nella fascia scolare tra 11 e 19 i lettori salgono al 51,1% della popolazione.

Secondo i dati dell’Associazione italiana editori elaborati con il Centro per il libro e la lettura, durante la pandemia ha preso un libro in mano il 56% delle persone tra i 15 e i 75 anni, il 15% per un’ora al giorno, ma quasi il 60% delle copie sono acquistate solamente dal 23% dei lettori. Il mercato dei libri in Italia è nelle mani di questa minoranza di forti lettori che nel 55% dei casi leggono all’anno da 1 a 3 libri, nel 23% da 6 a 4, per il 14% da 11 a 7, mentre leggono oltre 12 libri il 9% degli appassionati alla lettura 9%.

Città e nazioni che leggono di più

Le disparità sociali economiche e culturali degli italiani aumentano anche su base geografica con un nord e centro Italia attorno al 60% di lettori e un sud al 35%, con qualche differenza tra città e piccoli comuni sotto 2000 abitanti (51% contro 38,1%). Ma quali sono le città italiane dove si legge di più? Da parecchi anni nelle classifiche di Amazon c’è in testa Milano davanti a Roma e Torino. Bologna, Firenze, Padova Trieste e Napoli sono tra le prime dieci città, mentre Palermo sembra in grande rimonta.

Tra i generi più letti nelle città italiane spiccano i libri per ragazzi e bambini che con fumetti e manga sono anche al terzo posto, mentre tra i primi posti ci sono saggi di sociologia, libri di scienze, tecnologie e salute. Milano è prima nella classifica in tutti i generi letti, così come Roma e Torino sono seconde e terze. Anche la categoria degli ebook auto pubblicati dai self-publisher sta avendo molto successo.

Nei paesi del centro e nord Europa la percentuale di chi ama leggere libri è superiore al 75% con punte dell’89% in Svezia. Sotto il 60% oltre all’Italia ci sono solo Cipro, Romania, Ungheria, Grecia e Portogallo al 40%. Nella classifica del tempo che le persone dedicano alla lettura settimanalmente, l’Italia è al 25 esimo posto su 30 nazioni: 5 ore e 36 minuti. Prima è l’India con oltre 10 ore, seguita da Tailandia, Cina e Filippine.

La scarsa propensione alla lettura degli italiani è un grande problema irrisolto. Manca una strategia complessiva capace di mettere al centro qualità dell’educazione, formazione culturale e merito per trovare lavoro e raggiungere traguardi importanti nella vita. Tutti capirebbero l’importanza di leggere libri se avessero esempi degni a cui ispirarsi e una classe dirigente formata da persone colte, intelligenti, consapevoli e sensibili.