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La televisiun la te indurmenta ‘me un cujun… Così recita una canzone di qualche anno fa di Enzo Jannacci. Ma se oggi la televisione continua ad aumentare la forza centrifuga dei neuroni senza che nessuno ci faccia più caso, nel frattempo si sono aggiunte mille altre diavolerie moderne a sopire le nostre capacità cognitive: ad esempio le suonerie dei cellulari.

Le abbiamo scoperte amate, usate, composte fino a odiarle quando squillano al cinema, ad un concerto o in un momento di silenziosa poesia o di concentrazione. Ma mai saremmo arrivati ad immaginare che le maledette suonerie oltre a tutto ci facessero pure rimbambire anzitempo. Invece è proprio così. Gli effetti negativi degli squilli dei cellulari sulle capacità cogitive sono stati monitorati per tre anni da un team di ricercatori della Washington University di St. Louis con diversi esperimenti fatti utilizzando suonerie standard, toni del cellulare e musichette tipo ringtones.

Ebbene, tutti i gruppi di persone sottoposti all’esperimento hanno risposto in modo più lento agli stimoli intelletivi nel momento in cui venivano disturbati dalle suonerie. Gli effetti della distrazione sono risultati maggiori e persistenti nel tempo con musichette conosciute, le più deleterie e capaci di modificare davvero in peggio le capacità di apprendimento. L’effetto tende a diminuire se il suono viene protratto più a lungo, come se il cervello si abituasse allo stimolo delle suonerie fino ad eliminarlo. Comunque, se in aula a scuola suonasse il telefono di un vostro compagno durante una lezione che avete faticato a capire, da oggi sapete che l’eventuale vostro brutto voto potrebbe essere dipeso anche un pò da lui…