Si chiama Toshiko Horiuchi MacAdam l’artista che dal Giappone da una nuova luce al lavoro a maglia esportando il suo operato anche in America, a New York dove lavora come designer tessile nella progettazione di ambienti capaci di animarsi fino a trasformare lo spazio in vere e proprie strutture interattive.

L’idea è nata per caso a Tokio, quando un gruppo di bambini hanno cominciato a giocare con una scultura a maglia di Toshiko Horiuchi MacAdam durante un’esposizione. Da quel momento lo scopo dell’artista giapponese si è rivela in tutta la sua semplicità: creare opere semplici alla portata dei più piccoli.

Il riferimento è l’architetto spagnolo Antoni Gaudì sia per l’attenzione all’aspetto artigianale sia per le forme straordinarie che richiamano la natura. Ma non solo, tra i molti esempi artistici, Toshiko Horiuchi MacAdam afferma che in particolare, osservando la moschea di Isfahan in Iran, ha trovato l’ispirazione per come concepire quale struttura geometrica dare alle sue opere.

Lavorare con le mani, è questa la base della tecnica di Toshiko Horiuchi MacAdam che dal nulla crea il suo percorso artistico nell’atto stesso, mentre intreccia i fili: ecco che quasi per magia l’immagine dell’opera si forma nella sua mente e lei non fa altro che assecondarla utilizzando diverse tipologie di materiali tessili per avvicinarsi alla natura e soprattutto al mondo dei bambini.

Fondamentale è proprio il rapporto con i bambini, con il gioco come mezzo formidabile di educazione a tutti i livelli che l’artista Toshiko Horiuchi MacAdam vuole portare avanti e approfondire nella sua ricerca. Senza spostarsi fino a Tokio o a New York, si può ammirare, ma soprattutto provare ‘Harmonic Motion / Rete dei draghi’ per tutto il 2014 al Museo d’Arte Contemporanea Roma.