lavorare troppo, lavoratore impegnato

Lavorare troppo causa depressione, aumenta il rischio di ictus, problemi al cuore e molti altri problemi di salute. Recenti studi affermano che non si dovrebbe mai eccedere con le ore di lavoro straordinario, né per ambizione che per necessità.

Uno dei grandi problemi di questi tempi è il lavoro: inesistente o sottopagato tanto da costringere a ore di straordinari per fare quadrare i bilanci, oppure a lavorare troppo, magari in chi è impegnato in attività autonome. Se non lavorare o essere disoccupati è una sicura causa di stress e disturbi, anche lavorare troppe ore non solo è stancante, ma è causa di molti problemi di salute. In più con gli smartphone tutti sono sempre raggiungibili da email, messaggi e comunicazioni.

Spinti anche da una vita sempre più frenetica e competitiva, il risultato è che è sempre più difficile prendersi un attimo di pausa: da un lato c’è chi lavora troppo per necessità, dall’altro c’è chi ostenta il suo super lavoro come status. In America i più ricchi continuano a lavorano di più e a nulla valgono recenti studi di economisti che sostengono come lavorare meno produca una crescita delle società e il mantenimento del benessere generale dei cittadini.

Ma sono altri dati a mettere paura. Varie ricerche realizzate dalla University of College di Londra hanno appurato come sintomi di disagio psicologico, depressione, ansia, insieme al declino delle funzioni cognitive e ai disturbi del sonno, colpiscano più chi lavora oltre le 41 ore settimanali e specialmente le donne rispetto agli uomini, con casi di incidenza doppia in particolare in chi lavora oltre le 11 ore al giorno rispetto alla media di 7-8 ore.

L’analisi statistica, svolta su 2000 lavoratori dipendenti tra i 35 e i 55 anni, indica che a parità di ore eccessive di lavoro, la maggiore insorgenza di depressione avviene nei lavoratori a basso reddito e di livello professionale minore, mentre i dipendenti con orario di lavoro flessibile sarebbero meno a rischio.

I lavoratori stacanovisti sarebbero più soggetti alla depressione anche per motivi legati ad altri fattori spesso presenti sul posto di lavoro, come fumo, alcol, stress. Un miscuglio micidiale per la salute in generale. Una ricerca appena pubblicata su Lancet, svolta su 600 mila lavoratori negli ultimi 8,5 anni, indica che il rischio di ictus in chi lavora oltre le 55 ore a settimana, è addirittura del 33% in più rispetto a chi lavora 35/40 ore.

Il fattore di rischio per gli ictus aumenta in maniera direttamente proporzionale alla mole di super lavoro svolto: da 41 a 48 ore a settimana aumenta del 10%; da 49 a 54 ore lo aumenta del 27%, oltre le 55 ore del 33%. Per infarto e problemi coronarici aumenta del 13%. Il 12% della popolazione occidentale sarebbe a rischio, con nazioni come la Turchia in testa per il super lavoro (40% della popolazione supera le 50 ore settimanali), contro l’Olanda all’ultimo posto l’1% di lavoratori impegnati in super straordinari.