Laureati in Italia

Quali sono i laureati in Italia più richiesti e quanti disoccupati nelle varie discipline? Laurearsi conviene ancora e fa guadagnare meglio ma il tasso di occupazione sale solo dopo 5 anni dal conseguimento della laurea

I laureati in Italia sono circa il 18% della popolazione. Gli ultimi dati Ocse non sono confortanti e ci mettono in coda ai paesi sviluppati che viaggiano a una media del 37% con la Svizzera al 41%. Una situazione davvero preoccupante la cui causa non può che essere politica. Spendiamo molto meno degli altri in formazione e pubblica istruzione.

Se i laureati in Italia sono pochi verrebbe da pensare che anche le prospettive di trovare lavoro non cambiano rispetto a chi ha solo un diploma. Perchè impegnarsi a fondo negli studi se poi si rimane disoccupati? Questa considerazione potrebbe essere vera ma solo in parte. Dipende dal percorso di formazione scelto. Gli studenti italiani ad esempio dimostrano di preferire indirizzi umanistici a discapito di lauree in scienze, matematica o economia. Ciò è un grave errore dal punto di vista della carriera professionale. Sono proprio gli studi scientifici a garantire percorsi occupazionali migliori, contrariamente ad indirizzi umanistici, lauree in lettere, comunicazione o materie artistiche.

Quali sono le lauree più richieste? Sotto l’acronimo di Stem (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) si nascondono le maggiori possibilità di trovare lavoro dopo la laurea. Le percentuali occupazionali in questo caso sono dell’82% circa contro il 74% delle restanti discipline. Volendo fare un discorso di genere, per problemi culturali si tratta di ambiti ancora troppo a maggioranza maschile.

Laureati e disoccupati

Le ultime statistiche di Almalaureaa danno una visione d’insieme sulle realtà di oltre 150 mila studenti laureati in Italia usciti dalla scuola. Secondo queste ricerche chi sceglie di continuare il percorso di studi dopo il diploma ha ancora una convenienza economica e a lungo termine fa meno fatica a trovare lavoro. Trovano infatti occupazione circa il 70% dei giovani a un anno dalla laurea, ma la percentuale sale a circa l’87% dopo 5 anni.

Il tasso di occupazione dei laureati è del 78% contro il 65% di chi ha un diploma considerando un intero ciclo di vita professionale tra 20 e 64 anni. Il problema in Italia è rappresentato casomai dai guadagni. Lo stipendio di chi si laurea, ad una età media di circa 26 anni, si attesta tra i 1000 e i 1500 euro mensili, rispettivamente dopo 1 e 5 anni. Sono cifre fortemente penalizzanti rispetto ai lavoratori all’estero.

In futuro i laureati in Italia più richiesti saranno quelli specializzati in materie scientifiche, geo-biologico, agrario, ingegneria. Discreta anche l’area giuridica, l’indirizzo linguistico, architettura e buone prospettive per economia. Saranno sempre meno richiesti laureati in aree umanistico letterarie, psicologia, insegnamento. Non bene anche ingegneria civile e ambientale, medicina, statistica, politica e sociale.