Alle volte basta un piccolo strumento per fare grande un musicista. Chi crede che l’armonica a bocca sia solo uno strumento del folclore country blues o che l’abbiano inventata per accompagnare le canzoni di Bob Dylan, provi ad ascoltare Jean «Toots» Thielemans, l’83 enne virtuoso artista jazz belga, in scena in questi giorni al Bluenote di Milano.

Fosse solo per la quantità di note che in ottant’anni di carriera (ha iniziato a suonare a tre anni) sono uscite dal suo piccolo strumento, non sarebbe riuscito a diventare uno dei più importanti artisti jazz al mondo. Il fatto è che oltre alla padronanza tecnica, in Toots Thielemans c’è ancora oggi una consapevolezza e una lucidà che non finiscono di stupire e che insieme creano una atmosfera magica, con l’armonica che vibra “in quel piccolo spazio tra lacrima e sorriso”, come lui stesso ama dire.

Non potrebbe che essere così. Nato a Bruxelles in Belgio nel 1922 e immigrato negli USA nel 1952, in lui convivono le atmosfere delle sue prime esperienze nelle “caves” parigine e dei cabaret della seconda guerra, con le grandi figure della storia jazz americano con cui ha successivamente collaborato: Benny Goodman, Bill Evans, Charlie Parker, George Shearing, Ella Fitzgerald, Quincy Jones, Bill Evans, Jaco Pastorius, Natalie Cole, Pat Metheny, solo per citarne alcuni.

In seguito, il suo personalissimo e affascinante suono e la sua musica (è anche un elegante chitarrista e compositore) verranno utilizzati in colonne sonore di importanti film come “Midnight Cowboy”, “Un uomo da marciapiede”, “Sugarland Express” e non mancheranno collaborazioni con artisti della scena pop come Paul Simon o Billy Joel.

Anche ieri sera è emersa la grandezza del personaggio, con quei modi da gentil’uomo d’altri tempi. Un pubblico più attento del solito ha ascoltato la sua musica, le sue parole, le tante avventure raccontate con discreta nostalgia, gli incontri con Benny Goodman, Bill Evans e molti altri ancora.

Un vero tuffo nella storia del jazz e nelle sue canzoni, gli “standars”, interpretati con misura insieme ad una buona band (Karel Boehlee al piano e tastiere, Bart De Nolf contrabbasso, Drè Pallemaerts batteria) e con la sorpresa dei graditi ospiti Bruno De Filippi e Franco Cerri, due grandi del jazz italiano, che con lui hanno suonato alcuni brani. Alla fine applausi a scena aperta per una umile lezione di stile.

Al Bluenote di Milano fino a sabato 14 gennaio; ore 21 e 23.30.