Spesso si sente dire che la musica classica non è fatta per i giovani, che la massa vuole sentire pum pum altrimenti non si diverte e che ai più piace stordirsi col fracasso. Non è vero, è una balla colossale. Ieri a Milano in piazza Duomo sotto la pioggia c’erano decine di migliaia di persone e tra di loro tantissimi giovani in silenzio ad ascoltare Lang Lang che suonava Stravinsky e Rachmaninoff.

Avete capito bene: c’erano il pianista cinese 32 enne Lang Lang con l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta dal maestro finlandese Esa-Pekka Salonen che interpretavano Le Sacre du Printemps del compositore russo Igor Stravinsky e il Concerto per pianoforte n° 2 di un altro compositore russo, Sergei Rachmaninoff. Non c’era Lady Gaga e neanche da ballare sul Gangnam Style eppure la piazza era silenziosa e concentrata sulla musica.

Strano, perchè tra il pubblico non c’erano nemmeno vecchi signori rimbambiti della Milano bene o 60 enni radical chic, ma ragazzi in felpa, famiglie, gente più che normale e immigrati di tutti i colori e razze che contro tutti i luoghi comuni e le tristi realtà di degrado di cui spesso le metropoli devono farsi carico, sembravano tutti insieme rapiti dall’ascolto della bellezza e intensità di quella musica. Il concerto, parte di un programma dedicato al prossimo Expo Milano 2015 e che si è chiuso con un bis di Lang lang su un valzer di Chopin, è l’ennesima dimostrazione di come in realtà spesso sia il mercato ad indirizzare il pubblico verso il basso e non l’opposto: offrire cultura, musica e spettacoli di qualità è l’unico modo che può salvare la società dal degrado e le nostre orecchie dal rumore del consumo.