televisioni locali

Se è vero che internet ed i social network sono la nuova frontiera della comunicazione, è altrettanto vero che la televisione rimane uno dei media più seguiti anche dal pubblico dei giovani appassionati di musica. Ma se un tempo i nuovi talenti si scoprivano a Sanremo, ora è la volta dei reality come ‘Amici’ e ‘X Factor’: saranno queste trasmissioni televisive a salvare la musica?

Vasco Rossi, Pausini, Ramazzotti, Bocelli… sono tutti artisti arrivati al successo passando da Sanremo. Potranno piacere o meno, ma adesso rappresentano l’Italia canora nel mondo e sono il motore dell’industria discografica italiana. Inutile quindi negare il ruolo di quel palco: ora però qualcosa è cambiato. Sanremo è percepito come uno spettacolo chiuso e preconfezionato con artisti e canzoni paracadutati dall’alto dalle case discografiche dopo essere passati attraverso i filtri dei vari Pippo Baudo e Bonolis.

Nei nuovi tv talent-reality show invece cambia totalmente la prospettiva, lo spettatore diventa attivo, non solo perchè può votare ma perchè può anche partecipare. Insomma, una speranza non si nega a nessuno: fai un provino e ti si aprono le porte. Basta crederci, essere bravi ed avere fortuna. Sarà vero? Il caso della ex cassiera Giusy Ferreri, la Amy Winehouse italiana scelta dal trio di Ventura, Maionchi, Morgan e prima in classifica per molte settimane, sembrerebbe dimostrarlo. La stessa cosa è successa con la versione inglese del programma. Ecco perchè l’effetto “X Factor” è dirompente. Altro che show ingessati con il presentatore che scende dalla scalinata su un palco tra i fiori.

Uguale discorso per “Amici”, l’altro show musicale della De Filippi dove si canta e si balla, si litiga, piange e soffre, come su un ballatoio. Alle sue selezioni si sono presentati in trentamila, fra i 18 e i 22 anni e con nessuna professionalità artistica. In otto sono arrivati alla fine, realizzando un disco (Scialla) pubblicato da Sony. Mentre Marco Carta, vincitore dell’edizione di “Amici” dello scorso anno, ha già realizzato un disco da 100.000 copie e quest’anno, pensa te, andrà a Sanremo.

E’ la legge del contrappasso ma le case discografiche hanno già capito quale sarà la fucina dei nuovi talenti. Altro che Karaoke, la Corrida, il Pomofiore e tutti quei programmi un pò trash sui cantanti dilettanti allo sbaraglio messi su un palco per far ridere. Qui si fa sul serio. Dietro ai talent-reality show di oggi ci sono fior di professionisti: musicisti, arrangiatori, coreografi e discografici… Perfino uno come Morgan (tra l’altro ospite semi-fisso del Premio Tenco sulla canzone d’autore) è pronto a metterci la faccia.

Allora non stupiamoci dalle parole di Guccini, intervistato su Il Tempo sul ruolo di questi programmi nella musica: “Sono più che utili. Oggi le case discografiche non possono più investire tanti soldi sui personaggi. Per cui è difficile sfondare se non si passa per questi canali. è l’unica possibilità per un giovane che voglia fare musica nuova. Un tempo questo ruolo era svolto da Sanremo”. Già, proprio su quel palco nel 1982 Vasco Rossi cominciava ad “andare al massimo”. Sembrano passati due secoli; tre da quando ai concerti di Guccini la gente ci andava con l’eskimo.