programmi tv

Mercoledì scorso qualcuno avrà pensato ad un guasto dell’antenna. In prima serata in televisione c’era l’Orchestra Filarmonica della Scala di Milano con tre composti signori a parlare di musica e di emozioni, di senso della vita e di arte. No, non è possibile, sarà la Svizzera Italiana… con quel casino del decoder…’Cara, domani chiamiamo l’antennista che non si vede più la Rai’.

Altri li hanno visti prendersi a pizzicotti davanti allo schermo piatto nuovo da centro commerciale; chi si è alzato dalla poltrona per lavarsi la faccia con acqua gelata; un vecchietto al piano di sotto, musicofilo appassionato, credeva di essere già finito all’aldilà. Insomma, questi sono solo alcuni degli effetti collaterali di ‘Una notte all’opera’, il programma condotto da Fabio Fazio in occasione della prima scaligera della Carmen.

Però. Bisognerebbe stare più attenti. Mettere dei cartelli. Non si può, così, improvvisamente mandare in video tre dei migliori maestri mondiali come Daniel Barenboim, Claudio Abbado e Maurizio Pollini e fare sembrare la grande musica classica una cosa normale, alla portata di tutti. Semplice e naturale, come l’aria. Non quella cosa noiosa che ci hanno sempre detto fosse, mentre con l’altra mano ci piazzavano un bel Grande Fratello o una partita di calcio.

Per carità, la tv di intrattenimento è giusta. Ma sarebbe giusto anche potere disporre gratis di programmi televisivi con un briciolo di cultura. E musica è cultura, anzi è qualcosa di più: l”Anima” della vita, come l’ha definità Barenboim. Poi uno è libero di scegliere se vedere martedì “X Factor” (share 19,39% con 3.446.000 telespettatori) e giovedì “Una notte all’opera” (1.714.000 spettatori e il 7,49% di share, un picco di quasi il 17% e una share del 14.51% tra i laureati).

Questa è la Tv che si può fare, che si dovrebbe pretendere. Fabio Fazio e Endemol, che ha prodotto la trasmissione, hanno vinto la sfida di realizzare una serata emozionante all’interno di una bistrattata tv generalista. Chi vende fuffa perchè “l’auditel e le leggi del mercato” ci prende in giro: in quei quasi 2 milioni di persone incollate alla tv per tre ore non c’erano solo musicofili appassionati.

Lo sa bene il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha inviato un telegramma a Fabio Fazio per complimentarsi della trasmissione. D’altronde l’orgoglio di essere italiani e il dubbio che l’Italia si meriti, in generale, qualcosa di meglio, passa anche attraverso la visione di spettacoli come questo.