Tempi che corrono: è proprio il caso di dirlo. Per chi non può fare a meno di adeguarsi alla frenesia moderna, dopo gli energy drink potrebbe arrivare la energy music. D’altronde tra notizie di mp3 stupefacenti e iPod vietati alla maratona di New York, nessuno dubitava più sul potere stimolante della musica.

Già ma quale musica? La Brunel University di Londra si è messa al lavoro per trovare la formula della musica vincente. Il team del Dr. Costas Karageorghis non solo ha confermato le intuizioni del professore e neuroscienziato Danile J. Levitin, secondo il quale la musica produce sul cervello una risposta chimica a tutti gli effetti, modulando i livelli di dopamina e generando reazioni su battito cardiaco, respirazione, sudorazione e attività mentale; lo studio è è andato oltre, cercando di trovare una formula utile a tutti gli appassionati di corsa o di fitness.

Facendo ascoltare le appropriate canzoni pop rock ai 30 volontari che si sono sottoposti all’esperimento in una palestra, alla fine si è riusciti ad aumentare la resistenza media degli sportivi del 15%, arrivando a punte massime del 20%. Secondo il Dr. Costas non tutti i generi vanno bene: per ogni allenamento e per ogni età esiste una formula specifica che deve tener conto di ritmo, tempo e armonia.

Ad esempio un ritmo tra 120 e 140 battuti al minuto è perfetto solo per chi può permettersi allenamenti intensi. Ma non si tratta solo di battere dei record. Una musica appropriata, anche con ritmo lento, consente di compiere movimenti con maggiore scioltezza e permette anche a persone anziane, con problemi di salute, pigre o in sovrappeso, di portare a compimento esercizi con minore fatica e sforzo.

Tra le altre cose Costas suona il piano jazz ed è allenatore del Brunel Athletics Team con cui ha vinto quattro campinati universitari. Ha appena terminato il libro Essentials of Applied Sport Psychology e continua a condurre esperimenti sull’efficacia della musica in molti contesti che vanno dallo sport, al fitness all’ipnoterapia.