Basta un pò di fantasia, anche un ponte può diventare uno strumento musicale, anzi un’intera orchestra: guard-rails e corrimani come xilophoni, torrette a far da tamburi metallici, recinti e griglie come percussioni, cavi suonati come fossero corde di basso e marimba, tubi che diventano organi ad aria. Sono questi gli ‘strumenti’ che il musicista newyorkese Joseph Bertolozzi vuole utilizzare per comporre la suite Bridge Music da suonare dal vivo.

Un mese fa chi fosse passato sul ponte Franklin Delano Roosvel, a 130 Km da New York, sarebbe rimasto non poco stupito nel vedere intere squadre di operai appollaiati sulle travi a dare gran colpi di martello sui cavi. “Nessun problema, lo stanno solo suonando. I suoni di per sè sono insignificanti, è quando li metti insieme che nasce la musica” dice Bertozzi.

Mentre gli operai percuotevano, lui era più in basso a dare istruzioni su quale martello usare e su come colpire ogni singolo pezzo del ponte, secondo un ordine prestabilito. Intanto, i tecnici del suono erano impegnati a campionare ogni rumore con speciali microfoni a contatto per minimizzare il rumore esterno proveniente da traffico, uccelli, vento ecc..

Scopo dell’operazione è preparare una composizione della durata di circa un’ora da suonare dal vivo, direttamente sul ponte, con 22 percussionisti sparsi tra cavi e piloni e una cantante solista su una delle torri. Le autorità hanno dato il loro assenso poichè il concerto dovrebbe tenersi in occasione della celebrazione dei 400 anni del ponte e del viaggio di Henry Hudson lungo il fiume omonimo.

Una curiosità: il progettista del ponte, Ralph Modjeski, era un ottimo pianista e solo successivamente ha scelto come professione l’ingegneria. Per Bertozzi si tratta di realizzare il sogno di unire le arti nei secoli… e forse non solo: per la sua opera ha chiesto un sostegno ufficiale di 1,8 milioni di dollari alla commissione del quadricentenario.