dna

Musica, arte, scienza e matematica non solo sono il filo conduttore della nostra vita, ma possono fondersi insieme, anche in uno spartito. Lo hanno dimostrato dei ricercatori nell’ambito del progetto ‘StamiNa’ dedicato alle cellule staminali traducendo il codice del Dna in musica e facendolo eseguire ad alcuni musicisti.

Le 4 diverse basi azotate del Dna adenina (A), guanina (G), citosina (C) e timina (T) che costituiscono il patrimonio genetico di ogni persona sono state associate ad una nota musicale e tradotte in musica grazie ad un algoritmo creato da ricercatori dell’Istituto di Genetica e Biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche (Igb-Cnr) e dell’università Federico II di Napoli. Nell’ambito di una giornata di divulgazione scientifica per gli studenti delle scuole superiori, in questo modo i ricercatori hanno voluto dimostrare che anche un fenomeno complesso come la lettura del Dna e solitamente riservato agli scienziati, può diventare più comprensibile anche ai non addetti ai lavori e stimolare riflessioni e approfondimenti.

Ovviamente non aspettiamoci un brano melodico o dance all’ultima moda, la musica del Dna serve a capire i meccanismi della vita e solo successivamente è stata interpretato da 4 strumenti classici come violino, viola, fagotto e violoncello grazie alla collaborazione della genetista Antonella Prisco con la violoncellista e compositrice del Conservatorio ‘S. Pietro a Majella’ Chiara Mallozzi. Risultato musicale a parte è affascinante pensare che scienza e arte, due ambiti apparentemente così lontani, possano ritrovarsi a partire da parole come ‘intuizione’ e ‘ricerca’ che unite alla ‘passione’ muovono qualsiasi percorso scientifico, artistico e umano della vita di ogni persona.