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Apple, Amazon, Google, Spotify come terzo incomodo. Nei prossimi anni sarà sempre più serrata la lotta delle grandi aziende online per conquistare utenti soffiandoseli l’uno all’altro. E mentre lo streaming sta cannibalizzando il download, gli artisti studiano le strategie per cavalcare l’onda.

Mercato in trasformazione Basta vedere il putiferio a livello di marketing scatenato dagli U2 che hanno deciso di regalare il loro ultimo album alla Apple, per capire cosa sta succedendo alla musica. Ma quella che si preannuncia per i prossimi anni sarà una lotta ancora più feroce all’ultimo utente, perchè nel mercato della musica qualsiasi certezza sta per saltare e tutto si trasformerà in modo ancora più dirompente.

Dal download allo streaming Ci sono studi che affermano come entro il 2019 a livello globale le entrate della musica digitale rappresenteranno il 40% del totale e di queste il 70% saranno dovute allo streaming. Il CD e il download caleranno in modo drastico di circa il 40% per dividersi più o meno le stesse cifre di mercato, ma mentre il declino del cd è più o meno scontato e previsto – il supporto fisico sopravviverà a lungo per uno zoccolo duro di pubblico affezionato – il futuro del download è molto più incerto e dipenderà in larga misura dalla capacità di Apple di convertire gli utenti di iTunes in utenti di streaming a pagamento. La cosa non sarà semplicissima perchè altre aziende come Google, Amazon e Spotify non staranno ferme a guardare ma saranno pronte a saltare sulla torta soffiandosi gli utenti l’un l’altro.

La nuova sfida di Apple In questa guerra Apple ha tutto da perdere e non ha caso ha aspettato molto tempo prima di proporre al pubblico un proprio servizio di streaming buttandosi con l’acquisizione di Beats. Basterà? La grande mela potrebbe scontare un pò quello che è successo alle case discografiche quando si sono paralizzate davanti all’avanzata del download e del fenomeno mp3 per non perdere il monopolio del sistema distributivo della musica su cd che gestivano da decine di anni. Il risultato lo abbiamo visto tutti: le major hanno perso via via la loro importanza per diventare società di servizi che campano con contratti di licenze e merchandising.

Se pensiamo ad un recente passato, Amazon è stato il primo negozio di cd online ad attrarre appassionati di musica, poi iTunes di Apple ha convertito questi appassionati in utenti del download, poi Spotify ha convinto tutti che la musica in streaming è ancora meglio: d’altronde come non cedere al profumo del gratis? La domanda andrebbe posta anche agli U2, ma comunque la battaglia è solo iniziata: tecnologia, mercato, business, artisti ex rivoluzionari, rock star grandi e piccole sono tutti pronti ad imbracciare le loro armi, per arricchirsi ulteriormente, o forse solo per sovravvivere… a colpi di spot.