Le classifiche musicali tradizionali sono basate sugli album inviati ai distributori e sulle copie vendute. Se ciò aveva un senso al tempo dei vinile e dei cd, oggi nell’era digitale, con una offerta e una distribuzione molto più variegata, questo metodo ha dei seri limiti. Un sito australiano si è inventato un nuovo sistema per stabilire il reale successo degli artisti.

Le vendite di dischi rappresentano un indicatore del successo di una canzone, ma non sono l’unico metodo, anche perchè molti ragazzi e adulti oramai la ascoltano musica gratis senza acquistarla. Fino a che una legge non ci metterà una pezza, milioni di canzoni si possono scaricare (illegalmente) con il file sharing o su vari portali di musica gratis legali.

Tutti questi brani che circolano in rete non rientrano in nessuna hit parade. Per ovviare a questo inconveniente, il nuovo servizio chiamato “We are hunted” va a sbirciare le abitudini e le discussioni musicali degli utenti su internet, dai social network ai siti di streaming, dai blog ai forum, da Twitter fino a Facebook ai network di p2p, alla ricerca della effettiva popolarità delle canzoni.

In Australia, dove c’è la centrale operativa del sito, “We are hunted” sta creando molte sorprese: la sua classifica Top 100 delle canzoni è molto diversa rispetto alle hit parade tradizionali e alle chart ufficiali dei discografici. Certo, ci sono le grandi star della musica, ma anche molti artisti meno noti, magari balzati improvvisamente alle cronache perchè una loro musica è stata usata in uno spot pubblicitario.

Recentemente ad esempio era al Top un remix dance di un brano di Frank Sinatra usato in uno spot di un’auto. La classifica è organizzata per giorno, settimana e mese; i brani possono essere ascoltati direttamente, commentati e acquistati su iTunes e sono presenti vari articoli che rimandano ad ogni artista, oltre a suggerimenti ad artisti in qualche modo “collegati” e che potrebbero risultare interessanti.