Legno, corde, vibrazioni… speravate che le chitarre potessero resistere a lungo al richiamo della tecnologia? Ci ha pensato un ingegnere australiano a mettere in gioco le basi della cara vecchia liuteria con una nuova chitarra digitale.

In realtà lo stesso inventore ha affermato che la sua ‘Misa’ non vuole essere una replica di una chitarra tradizionale, ma piuttosto uno strumento completamente nuovo: vediamo di cosa si tratta.

Michael, il padre della chitarra digitale, ci tiene proprio a precisare quali sono le sue intenzioni: “amo anche la chitarra elettrica tradizionale, ho imparato ad apprezzarla e conosco quali sono le sue possibilità… una chitarra è bella perché il suo suono viene generato dalla vibrazione di una corda che interferisce con un flusso magnetico indotto da una tensione elettrica, che viene poi amplificato. Perché si dovrebbe imitare quel fenomeno? È la perfezione. Si tratta di pura natura e poi è analogica. Io con la mia chitarra Misa digitale non voglio replicare una chitarra tradizionale.”

In effetti la sua Misa Guitar, che dice di avere sognato fin da ragazzino, a parte la forma non ha niente a che vedere con una normale chitarra. E’ fatta di plastica e dalla parte del manico ha 144 pulsanti, mentre al posto dei pick up, sotto la mano destra, c’è un display di 8.4 pollici LCD sensibile al tocco. Il suo funzionamento è gestito da un processore pc compatibile con un sistema operativo Linux open source ed è Midi compatibile. Può quindi essere collegata a qualsiasi fonte sonora (tastiere, expander, campionatori ecc.) per offrire una varietà infinita di suoni (dalla chitarra, al piano, alla batteria ecc..) che possono essere anche gestiti o registarti tramite un normale computer.

Toccando lo schermo con la mano destra (quella del plettro) si producono gli impulsi necessari per suonare le note scelte con i pulsanti del manico, ma non solo. Con il movimento delle dita della mano destra si possono gestire contemporaneamete due parametri, uno sull’asse x e l’altro sull’asse y, configurabili a piacimento con la propria fonte sonora. Oltre a suonare le note, si può ad esempio variare la loro distorsione o inserire un qualsiasi effetto, come con una tastiera. Agendo sul centro dello schermo si possono addirittura modificare altri due parametri.

Insomma la chitarra digitale Misa in pratica è un controller Midi che sfrutta in altro modo la tecnica e le posizioni della chitarra. La mano sinistra controlla quali note suonare, e la mano destra non produce solo i suoni (il vecchio tocco, l’arpeggio con le dita ad esempio), ma diventa una nuova fonte di variabili sonore. Il concetto è un pò lo stesso delle normali pedaliere di effetti delle chitarre elettriche tradizionali, ma nella Misa avviene in modo molto più completo e la regolazione degli effetti avviene con le dita e non con i piedi.

Certo scordiamoci gli “svisi” alla Jimi Hendrix o alla B.B. King. L’utilizzo di questa o di altre chitarre digitali senza corde, probabilmente avrà un senso nella musica elettronica, o in quei generi musicali dove ha molta importanza il timbro e il colore del suono, che con la Misa può essere trasformato in un numero infinito di modi. D’altronde ne è ben cosapevole anche il suo inventore Michael :”non confrontare la chitarra Misa digitale con una chitarra acustica o una chitarre elettrica. Sono strumenti diversi, nati per forme artistiche differenti, per una musica diversa: questa è musica elettronica.”