Inutile tirare in ballo l’alto e il basso, il colto e il pop, il bello e il brutto, il talent tv o la gavetta… se parliamo di creatività e di musica i veri vincitori del Festival 2013 sono loro: Elio e le storie tese con la loro ‘Canzone mononota’. Alcuni commentatori l’hanno chiamata ‘esercizio di stile’, ma sarebbe meglio definirla una lectio magistralis sul linguaggio della musica. Tutto in una canzone presentata nell’arena del nazional popolare: cosa c’è di più?

Basta leggere il testo per rendersi conto che la canzone mononota è qualcosa di speciale, anche perchè parla di sè e vive di luce propria. Insomma siamo di fronte a meta-musica che il gruppo composto da alcuni tra i migliori musicisti italiani, che come al solito si divertono a dissacrare e stravolgere l’ordine delle cose, utilizza per parlare di composizione davanti alla platea televisiva sterminata del Festival di Sanremo da sempre considerata non proprio preparata da un punto di vista musicale.

E qui c’è la sfida vinta da Elio & soci: chi l’ha detto che parlare di armonia e composizione è così difficile e impopolare e che una massa di supposti beoti davanti alla tv possa solo ascoltare musica popolare, nel senso basso del termine, con tre accordi e quattro rime baciate? Si può andare ben oltre, basta farlo con gusto e ironia. Magari prendendo spunto da Gioacchino Rossini, operista vissuto tra il 1792 e il 1868, o da Antonio Carlos Jobim, compositore brasiliano e ideatore della Bossa Nova, che già ci avevano già tentato. Di fare cosa? Di scrivere una canzone con una nota sola, ovviamente.

Jobim in ‘Samba di una nota sola’, uno degli evergreen più famosi al mondo interpretati da una miriade di artisti come Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Al Jarreau e che nel 1963 ha vinto il Grammy, infatti scrive la prima parte della melodia utilizzando una nota sola muovendo l’armonia, ma nella prosecuzione del brano le note utilizzate sono tutte e 12. Rossini invece in ‘Elegia di una nota sola’, per soprano e pianoforte, lo supera, arrivando fino alla fine non muovendosi mai con la melodia, ma muovendo gli accordi tanto che ascoltando il brano distrattamente non si avverte nemmeno.

Stessa cosa succede probabilmente a chi non abbia l’accortezza di ascoltare attentamente il testo della canzone mononota di Elio, che non solo si prende gioco di tutti, ma arriva anche a spiegare l’abc della musica: nella canzone mononota si può cambiare il ritmo, la velocità, l’atmosfera, gli accordi oppure la puoi fare maggiore, minore, eccedente, diminuita senza che il canto si debba muovere dalla nota Do per 5 minuti. Eppure è tutt’altro che facile da cantare e soprattutto chissà mai che non stimoli qualcuno a pensare che la musica possa essere qualcosa di più di ciò che ti propinano quotidianamente…